Elly Schlein inizia la volata dell’ultima settimana di campagna referendaria, giocando in casa. La segretaria del Partito democratico ha infatti scelto Bologna, alla presenza del sindaco della città Matteo Lepore, per l’appuntamento, a sette giorni dal voto, per ribadire la posizione sul referendum del 22-23 giugno. Con attacco diretto al governo in merito alla postura verso il capoluogo emiliano. 

«È un po' di tempo che abbiamo l'impressione che la nostra città sia diventata di nuovo il bersaglio di un attacco concentrato delle destre. Non è la prima volta nella storia ma, come sempre, Bologna si farà trovare salda nei suoi valori», ha detto.

Quindi Schlein ha elencato i fronti aperti: «Ho sentito le tante polemiche che vi buttano addosso, caro sindaco (rivolto a Lepore, ndr), quella su Città 30, le strumentalizzazioni costanti sulla sicurezza quando la sicurezza è di responsabilità del ministero dell’Interno. Se lo devono ricordare invece che continuare a scaricare il barile sui nostri sindaci che ce la mettono tutta, mentre loro tagliano i fondi sulla prevenzione e non mettono un euro sul controllo del territorio».

Così è tornata sulla vicenda dell’agenzia Italia Meteo, che dovrà spostare la sede da Bologna a Roma. «Non si trasferiscono a 350 km dei lavoratori con una settimana di preavviso, questo è sostanzialmente un licenziamento mascherato», ha attaccato, manifestando la vicinanza ai dipendenti dell’agenzia.

Il referendum, Cinturrino e i rider

Ma il cuore dell’intervento di Schlein è stato il referendum di domenica e lunedì prossimi. 

Schlein ha usato il tema della giustizia per parlare anche della vicenda dei rider, che ieri hanno manifestato per i loro diritti: «Un giudice meno indipendente avrebbe avuto la forza e il coraggio di commissariare delle multinazionali per dire che l'articolo 36 della nostra Costituzione impedisce di dare salari da fame?», ha chiesto retoricamente. E ha rilanciato l’iniziativa dem: «Chiediamo di calendarizzare quanto prima la proposta di legge che il Partito democratico ha fatto per tutelare questi lavoratori e lavoratrici».

Da Bartolozzi a Meloni

Non è mancato l’attacco diretto al ministero della Giustizia: «La verità sul referendum l'ha detta la capa di gabinetto di Nordio, Bartolozzi, 'votate sì così ci togliamo di mezzo la magistratura'. Nordio ha detto che si sarebbe scusata, le scuse non sono arrivate, lei è ancora al suo posto, ma ha messo una toppa che è peggio del buco, dicendo che non intendeva tutta la magistratura, ma solo una parte».

La segretaria del Pd ha anche tirato in ballo direttamente la premier: «Meloni ignora l'appello di Mattarella e continua a strumentalizzare l'attualità per attaccare i giudici». E ancora: «L'intento della riforma è di spaccare e sorteggiare il Csm per indebolire l'indipendenza della magistratura».

Guerra e carburanti

Durante il discorso c’è stato un passaggio sulla guerra in Iran, con la richiesta di intervenire sui costi per l’energia. Ma per Schlein l’eventuale acquisto di gas russo sarebbe «un errore drammatico». Il motivo? «Putin se ne avvantaggerà per continuare a finanziare la sua invasione criminale in Ucraina. Ieri il Financial Times sottolinea che quello energetico è uno dei principali campi di battaglia del conflitto. Quindi è ovvio che di questo rincaro dei prezzi dell'energia si avvantaggiano innanzitutto Putin e Trump».

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