«La storia insegna che chi esce dalla Lega finisce nel nulla. Auguri, buon viaggio senza rancore e col sorriso». Il segretario e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, nel suo discorso in chiusura della due giorni organizzata dal partito in Abruzzo, non cita direttamente il suo vice Roberto Vannacci. Ma, poiché il generale potrebbe essere pronto a lanciare un nuovo partito, il leader ha avvertito, ricordando che la Lega non ha bisogno «di pesi improduttivi», «non abbiamo bisogno di voi e non ci mancherete». 

Salvini si è poi lanciato in una similitudine: «Come quando vai in montagna e, se hai lo zaino troppo pesante, in vetta non ci arrivi. Dentro ci devono essere le cose necessarie per la scalata, non la Playstation. Noi lo lasciamo volentieri agli altri».

Salvo poi precisare a margine dell’evento che erano parole destinate ai deputati Davide Bergamini e Attilio Pierro, che nelle scorse settimane hanno lasciato il partito, aderendo a Forza Italia, e non al generale, che incontrerà «in settimana, ti pare che vedo uno che ho espulso? Mi riferivo a due che sono usciti».

Sono in molti dentro al partito che vedono Vannacci come un pericolo, a partire dal presidente della regione Veneto, Luca Zaia, il più applaudito alla convention di Roccaraso: «Sono convinto che vinca sempre la destra liberale. Una destra troppo concentrata su aspetti più fondamentalisti non può portare i risultati che i cittadini si aspettano», ha detto sabato.

Vannacci non ha preso parte alla due giorni e l’assenza dell’eurodeputato, rimasto nella sua Viareggio, non passa inosservata: tantoché da Zaia a Salvini ne hanno parlato senza mai nominarlo. Sembra ormai solo una questione di tempo, ma un potenziale nuovo partito potrebbe avere un impatto devastante sulla Lega. 

L’incontro con Robinson

Dal palco di Rovisondoli, il vicepremier ha poi risposto alle accuse lanciate dalle opposizioni, e non solo, di aver aperto le porte del suo ministero a un esponente neofascista, razzista e xenofobo dell’estrema destra britannica: Tommy Robinson. 

«Sulla libertà di parola e pensiero, noi siamo l'unico partito ad aver votato contro la legge bavaglio su cosa si può dire e cosa non si può dire, cosa risponde alla legge, chi può incontrare Salvini e chi non può incontrare. Ma potrò incontrare chi fico secco ho voglia da incontrare, se voglio fare battaglie comuni con qualcuno, con rispetto?», ha detto il segretario della Lega. 

Non è stata solo l’opposizione a criticare la presenza di Robinson e le idee fondamentaliste che diffonde. Anche il suo alleato di governo, leader di Forza Italia e vicepremier, Antonio Tajani ha preso le distanze: il britannico «è incompatibile con i miei valori. Io non lo incontro», ha commentato a Milano per un evento del suo partito al Teatro Manzoni. «Salvini vede chi vuole, io non lo incontrerò. Lui fa il suo, noi facciamo il nostro».

Remigrazione a Milano

Salvini ha poi lanciato la manifestazione sulla remigrazione prevista a Milano il 18 aprile, un tema caro a Vannacci, su cui il segretario vuole mettere il cappello. «Vi aspetto il 18 aprile in piazza Duomo», ha detto, precisando che «non sarà una piazza contro il fanatismo islamico, contro l’arroganza e violenza ma una piazza per».

Una piazza su cui conta molto, per cui metterà in campo tutti gli strumenti possibili perché sia partecipata al massimo, addirittura con «treni speciali», «pullman, macchinate e ci saranno lì i patrioti di tutta Italia ed Europa, gli amici francesi, austriaci, spagnoli, portoghesi, ungheresi, inglesi e tedeschi nel nome della protezione dei nostri valori e della cultura occidentale».

Ed è proprio la Lega, con il suo deputato vannacciano Domenico Furgiuele, ad aprire le porte agli estremisti di «Remigrazione e riconquista», nonché esponenti di CasaPound, Forza Nuova, Fronte Skinheads e Patrioti, della Camera dei deputati. Il 30 gennaio nella sala stampa verrà presentata la proposta di legge di iniziativa popolare per un programma di remigrazione. Dunque, il piano politico xenofobo che prevede la deportazione di massa delle persone nei loro paesi di origine.

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