Una scoperta casuale, un’indigestione salvifica ha permesso a papa Leone XIV di scoprire, nella fase iniziale, il tumore al polmone. Ora il pontefice sta pensando alla piena guarigione. Ha dovuto rinunciare alla visita ad Assisi, che avrebbe richiesto uno spostamento in elicottero. Ma sta preparando i suoi prossimi impegni, compreso il viaggio in Sudamerica, a cui teneva particolarmente. Come riferito già nei giorni scorsi dal personale medico che lo segue, non avrà bisogno di ulteriori cure dopo l’operazione chirurgica, eseguita il 13 ottobre: l’adenocarcinoma polmonare è stato asportato del tutto. Eppure, come può raccontare Domani, Prevost è stato salvato da una pura casualità. L’esame, che ha individuato il problema, è stato effettuato per una precedente indisposizione, risalente al viaggio in Francia. In quei giorni, infatti, il papa ha portato avanti tutto il programma con un po’ di fatica. Nel corso del tour francese ha dovuto fare i conti con forti problemi gastrointestinali, durati per un paio di giorni e successivamente risolti. Senza strascichi. Non era chiaro se avesse avuto una semplice indigestione o fosse stato colpito da una sindrome virale. Tuttavia, vista l’intensità del disturbo, è stato consigliato un supplemento di indagini cliniche per comprendere la reale natura del fastidio che ha comunque condizionato il viaggio. Insomma, è stato ritenuto opportuno conoscere approfonditamente la questione.

Quindi prima un’ecografia e poi visite più approfondite. L’apparato digerente non ha presentato problemi, confermando che il mal di stomaco in Francia è stato un fatto transitorio. Solo che, durante i controlli, i medici si sono imbattuti in qualcosa di molto più preoccupante: la piccola lesione polmonare «circoscritta» e «ben localizzata», come ha detto lo stesso Leone XIV, al polmone. La storia successiva è nota: l’annuncio del papa all’Angelus domenicale e il ricovero al Policlinico Gemelli con l’intervento, perfettamente riuscito. E le successive dimissioni dopo pochi giorni.

Una ripresa repentina possibile grazie a quella scoperta casuale. Del resto, come avevano già spiegato gli esperti fin dai primi momenti, una malattia del genere – in una fase iniziale – può essere scoperta solo dopo aver condotto altri accertamenti.

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