Bisogna far «pagare un prezzo alla Russia, aumentando il suo isolamento economico». Così il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha ricordato a un evento pubblico le nuove sanzioni statunitensi varate ieri, che hanno colpito anche le figlie del presidente russo Vladimir Putin, Maria e Iekaterina, e la figlia del ministro degli Esteri Sergej Lavrov. È poi di nuovo nel mirino degli Usa l’oligarca russo Malofeev, già sanzionato dal 2014 e ora accusato dai procuratori di aver violato le misure e aver tentato di usare 10 milioni di euro congelati. 

«Gli Stati Uniti, con il G7 e l’Unione europea, continueranno a imporre costi economici severi e immediati al regime di Putin per le sue atrocità in Ucraina, anche a Bucha», ha scritto in un comunicato la Casa Bianca.

Le sanzioni

Oltre alle sanzioni energetiche e finanziarie decise dall’Ue, infatti, Washington ha imposto il blocco totale a Sberbank, la più grande istituzione finanziaria russa, e ad Alfa Bank, la prima banca privata russa, congelando i beni collegati al sistema finanziario Usa e vietando ai cittadini di fare affari con le due banche russe.

Il blocco totale ha colpito anche le élite russe e i loro familiari escludendoli dal sistema finanziario e congelando i loro beni negli Usa. «Sappiamo che Putin e i suoi sodali usano le loro famiglie per nascondere i loro beni, per questo abbiamo deciso di congelare anche gli asset dei parenti», ha detto un alto funzionario Usa alla stampa, evidenziando come queste nuove misure siano le più dure prese fino a ora. I «due terzi del settore bancario russo sono stati colpiti», ha spiegato.

Nel mirino degli Stati Uniti anche i membri del Consiglio di sicurezza russo, come l’ex presidente e primo ministro Dmitry Medvedev e il primo ministro Mikhail Mishustin, che «si sono arricchiti a spese del popolo russo».

In linea con gli altri paesi occidentali, anche il Regno Unito ieri ha annunciato un nuovo pacchetto di sanzioni: il congelamento di ogni asset di Sberbank e l’impegno ad azzerare le forniture di petrolio e carbone russi entro il 2022.

Malofeev

Il procuratore generale Merrick Garland ha poi comunicato, in una conferenza stampa, che gli Stati Uniti hanno sequestrato milioni di dollari su un conto riconducibile all’oligarca russo Konstantin Malofeev. Il Dipartimento di Giustizia ha disposto una messa in stato d’accusa nei confronti del magnate per violazione delle sanzioni. È la prima volta dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.

Malofeev era già stato sanzionato nel 2014 perché considerato dagli Stati Uniti «una delle principali fonti di finanziamento per i russi che promuovono il separatismo in Crimea». Ma questa volta è stato accusato di aver provato a usare 10 milioni di dollari congelati perché colpiti dalle sanzioni. La notizia arriva un mese dopo l’incriminazione dell’ex direttore di Fox News, Jack Hanick, perché sospettato di aver collaborato con l’oligarca sotto sanzioni, 2013 al 2017.

Nato

Si è aperta ieri la due giorni del Consiglio atlantico a cui partecipano i ministri degli Esteri degli stati dell’Alleanza atlantica. «La leadership Usa è eccezionale e indispensabile e questo è molto importante quando affrontiamo situazioni molto pericolose come la guerra in Ucraina», ha detto il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ringraziando il segretario di stato Usa Antony Blinken per il sostegno all’Ucraina, le sanzioni imposte alla Russia e «per il rafforzamento della difesa collettiva in Europa con maggiore presenza».

Unione europea

Al parlamento europeo le dichiarazioni di Francesca Donato, eurodeputata ex leghista, sono state al centro di una polemica. «Sulla veridicità dei fatti di Bucha riferiti dal governo ucraino ci sono ancora molti dubbi», ha detto, precisando che «un embargo totale del gas russo» sarebbe «nei fatti assolutamente insostenibile per la nostra economia». Donato avrebbe richiesto «un’inchiesta indipendente per indagare sulla reale dinamica dei fatti e sulle reali responsabilità».

© Riproduzione riservata