Al raduno di Cascia, a metà agosto, Daniele Orsato ha chiesto ai giornalisti di chiamarlo allenatore invece che designatore, spiegando che il suo mestiere è portare agli arbitri l'esperienza accumulata in campo e prendersi la responsabilità dei loro errori. È una formula che dice parecchio del momento, perché Orsato guida la commissione arbitrale di Serie A e B dal 7 luglio, dopo l'autosospensione di Gianluca Rocchi, e sta a lui farsi garante delle molte novità regolamentari in arrivo nella stagione 2026/2027.

Le modifiche sono state approvate dall'Ifab in due assemblee, a febbraio in Galles e ad aprile a Vancouver, sono entrate nelle Regole del gioco dal 1° luglio e la Fifa le ha anticipate al Mondiale nordamericano. In Italia arriva sostanzialmente tutto quello che si è visto fra Stati Uniti, Canada e Messico.

Basta recuperi monstre

Il gesto che noteremo per primo è anche il più semplice. L'arbitro alza una mano aperta verso chi deve battere una rimessa laterale e chiude le dita una alla volta, accompagnando il conteggio con la voce. Sono 5 secondi. Se allo scadere il pallone è ancora fermo la rimessa passa agli avversari, e su un rinvio dal fondo va loro un calcio d'angolo, come già succede se il portiere tiene la palla tra le mani oltre 8 secondi.

I numeri del collaudo americano spiegano perché la lega italiana abbia deciso di recepire tutto volentieri. Nelle prime 80 partite il pallone è rimasto in gioco per il 59,4 per cento del tempo, una quota alta anche perché le gare si sono accorciate rispetto agli oltre 100 minuti di durata media del Qatar. Le sanzioni, però, sono state pochissime: una sola sostituzione ha sforato i 10 secondi in 72 partite di gironi, mentre il conto alla rovescia dei 5 secondi è arrivato fino in fondo 15 volte, 4 su rinvii dal fondo diventati calci d'angolo per gli avversari e 11 su rimesse laterali passate di mano.

Pierluigi Collina, padre politico di queste norme come responsabile arbitrale della Fifa, ha scritto in un comunicato di fine giugno che gli infortuni sono diminuiti drasticamente e che le richieste di intervento dello staff medico sono state rarissime, aggiungendo di aver visto giocatori correre verso la linea laterale per farsi sostituire anche con la squadra in vantaggio.

Per capire il senso dell'operazione conviene tornare al Qatar. Nel 2022 la Fifa aveva scelto la strada opposta, cioè restituire alla fine quello che si perdeva durante: il risultato erano stati i 27 minuti di recupero di Inghilterra-Iran e una serie di partite chiuse oltre il centesimo minuto. La Serie A aveva importato quel modello, con la CAN che stimava una durata media intorno ai 102 minuti contro i 98 della stagione precedente. Adesso si fa il contrario: il tempo perduto si impedisce all'origine.

Cambia anche chi paga. Fino all'anno scorso il perditempo rischiava un giallo, cioè una sanzione personale e differita che in un finale di partita aveva scarso valore deterrente. Adesso il conto lo salda la squadra e lo salda subito, con una rimessa o un calcio d'angolo regalati agli avversari. Chi viene sostituito ha 10 secondi per uscire dal punto più vicino della linea perimetrale, con il conteggio che parte dall'esposizione del tabellone da parte del quarto uomo, e se non ce la fa esce lo stesso, però chi doveva entrare aspetta la prima interruzione dopo che è trascorso un minuto dalla ripresa del gioco.

Chi si fa curare a terra deve uscire e rientrare un minuto dopo la ripresa, salvo le eccezioni elencate una per una nel protocollo, dal portiere infortunato al giocatore falciato da un intervento punito con un cartellino. Il giallo resta sullo sfondo e arriva soltanto se il ritardo continua dopo la sanzione tecnica.

Meno Var

La linea dettata a Cascia è di ridurre il Var a supporto eccezionale, per i soli errori chiari ed evidenti, in coerenza con quanto indicato da Uefa e Fifa. Le casistiche nuove esistono e contano, però peseranno meno di quanto si potrebbe pensare: nelle prime 80 partite del Mondiale, dei 10 cartellini rossi assegnati, 6 sono arrivati per chiara occasione da gol negata.

Quella sul secondo giallo chiude comunque una falla che in Italia rimanda subito all'episodio tra Bastoni e Kalulu in Inter-Juventus, indicato da Collina stesso come il caso di riferimento quando ha spiegato la modifica. Resta però un meccanismo a senso unico, perché il Var può togliere un'ammonizione ingiusta e non potrà mai suggerirne una che l'arbitro ha deciso di non dare.

Delle novità che l'Ifab ha lasciato alla scelta degli organizzatori, la lega italiana ha recepito la revisione del calcio d'angolo assegnato in modo palesemente errato, ammessa soltanto se non ritarda la ripresa del gioco. Ha lasciato fuori l'espulsione automatica per chi si copre la bocca rivolgendosi a un avversario in modo provocatorio od offensivo, norma che l'Ifab aveva motivato con la lotta al razzismo e che al Mondiale è già costata un cartellino rosso: in Serie A si valuterà caso per caso.

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