Non è più soltanto una contestazione al progetto per la gestione dei diritti commerciali della Coppa del Mondo. Con una lettera congiunta, Uefa, Concacaf e Afc spostano il confronto con la Fifa e con il suo presidente Gianni Infantino sul terreno della leadership e della governance del calcio mondiale. Le tre confederazioni contestano il modo in cui la Fifa ha gestito la vicenda, accusano i vertici di aver compromesso la fiducia delle federazioni e chiedono una leadership «al servizio del calcio».

«La leadership nel calcio non è un possesso. Non si tratta di detenere o pretendere il potere. È un dovere di servizio verso la famiglia del calcio che glielo affida», scrivono Uefa, Concacaf e Afc. È il passaggio che sintetizza il nuovo livello dello scontro: il problema, secondo le tre confederazioni, non è più soltanto una singola decisione della Fifa, ma il rapporto tra chi governa l'organizzazione e le istituzioni che ne fanno parte.

«Integrità del calcio a rischio»

La lettera arriva dopo giorni di tensione innescati dalla proposta, presentata dalla Fifa e poi ritirata, di creare una nuova struttura commerciale alla quale avrebbero potuto partecipare investitori privati, con una quota dei diritti commerciali dei Mondiali. Il progetto aveva provocato la reazione di Uefa, Concacaf e Afc per i tempi e le modalità della consultazione delle federazioni.

Il 31 luglio Infantino aveva annunciato il ritiro del piano. La decisione non ha però chiuso la vicenda. Nei giorni successivi la Uefa ha sostenuto di aver perso la fiducia nella presidenza della Fifa, mentre la presidente della federazione norvegese Lise Klaveness ha chiesto pubblicamente le dimissioni di Infantino. Altre federazioni, tra cui Argentina e Messico, hanno invece espresso sostegno al presidente Fifa.

La nuova lettera rappresenta quindi un passaggio ulteriore. Le tre confederazioni precisano anzitutto che non intendono mettere in discussione le decisioni prese collettivamente dalla Fifa: dall'espansione delle competizioni all'assegnazione dei posti per la Coppa del Mondo. «Tali decisioni sono state prese insieme e devono rimanere valide», scrivono.

Il problema, aggiungono, è «l'integrità del calcio e l'integrità di coloro che sono stati eletti per guidarlo». Nel documento Uefa, Concacaf e Afc contestano anche la spiegazione fornita dalla Fifa dopo il ritiro della proposta. In una precedente comunicazione ai vicepresidenti e alle 211 federazioni affiliate, la Fifa aveva riconosciuto che erano stati commessi degli errori, definendoli però un «errore di comunicazione». Per le tre confederazioni si è trattato invece di un «errore di valutazione».

La proposta, secondo le loro accuse, sarebbe stata avanzata in tempi ristretti, senza consultazioni adeguate e con una scadenza che non avrebbe permesso alle federazioni di esaminarne correttamente i termini. Per Uefa, Concacaf e Afc non si è quindi trattato di una svista nella comunicazione, ma di una scelta gestita in modo da limitare il controllo delle federazioni. 

«Silenzio e non responsabilità»

Il documento entra anche nel merito di ciò che è avvenuto dopo il ritiro del progetto. Le tre confederazioni criticano un recente incontro al quale è stato convocato un numero ristretto di membri del comitato di gestione della Fifa, e non l'intero organismo. L'incontro si è inoltre svolto all'estero anziché a Zurigo, sede della Fifa.

Anche questa scelta, sostengono, alimenta le preoccupazioni sulla gestione dell'organizzazione. Per le tre confederazioni non si tratta dunque soltanto di come è stata presentata la proposta sui diritti commerciali, ma di una modalità più generale di esercitare il potere all'interno della Fifa: «C'è silenzio dove dovrebbe esserci responsabilità, distanza dove dovrebbe esserci trasparenza», scrivono.

Il passaggio dalla contestazione del progetto alla contestazione della leadership è evidente anche nella conclusione della lettera. Uefa, Concacaf e Afc spiegano di aver preso posizione «non alla leggera e non da soli», ma insieme, «per dovere verso lo sport che serviamo». E richiamano l'unità del calcio internazionale, chiedendo che sia accompagnata da una leadership «al servizio del calcio» e non da una leadership che cerchi di «dominarlo».

La Fifa si trova così davanti a una contestazione che, dopo il ritiro del progetto, non si è esaurita. La proposta sui diritti commerciali è stata abbandonata; resta invece aperto lo scontro sulla gestione di Infantino e sul rapporto tra la presidenza della Fifa e le confederazioni che rappresentano la maggioranza delle federazioni affiliate.

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