Per la prima volta nella storia, il calcio europeo potrebbe rifiutarsi di partecipare al Mondiale. È questa la decisione che è uscita dalla riunione di quasi tre ore tenutasi giovedì pomeriggio tra le associazioni della Uefa, dopo la rivelazione di un piano per privatizzare il Mondiale da parte del presidente della Fifa, Gianni Infantino.

Tutte e 55 le federazioni nazionali europee hanno raggiunto un consenso su questo punto: boicotteranno ogni competizione Fifa se il progetto di Infantino dovesse andare avanti. Questa minaccia non riguarda solamente il Mondiale del 2030, co-organizzato in Europa (Spagna e Portogallo), ma anche il Mondiale femminile del 2027, che si svolgerà in Brasile. Questo particolare potrebbe spingere anche la Conmebol, la confederazione del Sud America, a prendere una posizione, in modo da tutelare la presenza di alcune delle squadre più competitive al mondo alla competizione dell’anno prossimo.

«Oggi la Uefa ha tracciato una linea e ha messo in chiaro che non permetterà a Infantino di minare la credibilità del calcio per interesse economico, senza alcun interesse per il futuro del gioco», ha commentato il consulente politico Ashish Prashar. Per il momento, il boicottaggio non coinvolge i club europei, ma solo perché l’unica manifestazione organizzata dalla Fifa che li riguarda, il Mondiale per Club, non ha ancora né delle date né un paese ospitante per la prossima edizione, che dovrebbe svolgersi nel 2029.

Nella stessa Fifa c’è chi si oppone a Infantino

Il progetto di Infantino, rivelato dai media all’inizio di questa settimana, ha immediatamente sollevato proteste in tutto il mondo del calcio, e ben poche manifestazioni pubbliche di supporto. Oltre alla Uefa, da tempo in rotta con la Fifa, anche la confederazione asiatica AFC e quella del Nord e Centro America, la Concacaf, avevano criticato il piano di privatizzazione del Mondiale.

Ulteriori voci contrarie sono poi arrivate dalla sezione europea di FIFPro, il sindacato dei calciatori e delle calciatrici; dall’organizzazione dei tifosi europei, Football supporters Europe; e dall’associazione delle leghe professionistiche, oltre che ovviamente dall’Eca, che rappresenta i principali club dell’area Uefa. L’attuale presidente dell’Eca, Nasser Al-Khelaïfi, è molto legato a quello della Uefa, Aleksander Čeferin, e voci insistenti lo vedono come il possibile candidato di opposizione a Infantino per le elezioni presidenziali della Fifa del 2027.

Un’altra opposizione al progetto, sebbene non pubblica, arriverebbe dall’interno della stessa Fifa e riguarderebbe il Chief operating officer dell’organizzazione, Kevin Lamour. Allo stesso modo degli altri dirigenti di primo piano della Fifa, Lamour ha appreso del progetto di Infantino solamente dai media in questi giorni. Si tratta di una circostanza molto ambigua, dato che il ruolo del Coo comporterebbe un coinvolgimento diretto nelle operazioni e negli eventi della Fifa.

Giochi di potere

Sono in pochi, al momento, a essersi schierati dalla parte di Infantino. Inizialmente, tra questi c'era David Trunda, il presidente della Federcalcio della Repubblica ceca. Il voto di giovedì alla Uefa, però, denota un cambio d’idea da parte sua, forse dovuto anche alla presa di posizione della Lega calcio ceca, che si è allineata alla Uefa. La confederazione africana Caf ha invece emesso un comunicato in cui si dice disposta a valutare il piano di privatizzazione del Mondiale: cosa che non sorprende, considerati gli ottimi rapporti tra il suo presidente, Patrice Motsepe, e lo stesso Infantino.

Ancora nulla dal Sudamerica e dall’Oceania, mentre una curiosa voce dissonante è emersa dall’Asia. Dopo che l’Afc ha preso le distanze dal Piano Infantino, l’Indonesia si è detta invece dalla parte del presidente della Fifa: il capo della federazione locale, che in questi anni ha ottenuto grandi investimenti Fifa per lo sviluppo del calcio indonesiano, è l’ex proprietario dell’Inter Erick Thohir.

«Ci sono momenti in cui le istituzioni vengono giudicate non per ciò che sono disposte ad accettare, ma per ciò su cui rifiutano di scendere a compromessi - riporta il comunicato emesso dalla Uefa dopo il meeting - Questo è uno di quei momenti. Alcune cose sono semplicemente troppo importanti per essere vendute». Dopo l’Europa, è in arrivo anche una presa di posizione della Concacaf.

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