Vinatzer delude nello slalom: i primi azzurri (Paris e Sala) sono quinti. Ancora un oro per von Allmen, che è già il grande protagonista dei Giochi. Constantini e Mosaner battuti dagli Usa, si giocheranno il bronzo. Hockey femminile: azzurre ai quarti
Ogni giorno il meglio di Milano-Cortina 2026 in un colpo d’occhio: risultati, medaglie, sorprese, record e protagonisti della giornata olimpica. Dalle piste alle piste di ghiaccio, un racconto essenziale e puntuale per non perdersi nulla dei Giochi. Qui tutte le altre puntate. "Cronache dal ghiaccio” è accompagnata ogni giorno da un’altra rubrica, “Oltre il traguardo”, che racconta invece una storia che nasce dai Giochi.
Non si possono vincere sei medaglie tutti i giorni, ma nei parterre di Milano-Cortina oggi un po’ di delusione si respira per gli azzurri. Soprattutto a Bormio, dove sfuma nella manche di slalom l’occasione dell’Italia: va agli svizzeri l’oro nella nuova disciplina del Team Combined (combinata a squadre) E sfuma anche la grande discesa, l’ennesima, di Giovanni Franzoni: in mattinata sulla Stelvio era sceso con il miglior tempo e sperava chiaramente nell’oro. Ma il suo slalomista, Alex Vinatzer, non ha fatto una manche all’altezza condannando Franzoni addirittura al settimo posto.
Franzoni era sceso con classe alla Carcentina, era stato velocissimo a San Pietro nonostante una piccola sbavatura sul salto. E aveva dato tre decimi a Odermatt: un’impresa. «È stata tosta perché la stanchezza si faceva sentire e ieri avevo mal di schiena. Ero carico per i compagni, per dare un contributo alla squadra. A Vinatzer ho detto di sciare libero», aveva detto Franzoni dopo aver fatto la sua parte. Ma nelle discipline tecniche oggi l’Italia non è altrettanto forte.
Meglio comunque al traguardo (quinti) l’altra coppia azzurra formata da Dominik Paris, bronzo in discesa sabato scorso, e da Tommaso Sala, che nello slalom quasi subito si è mangiato il vantaggio che aveva guadagnato Paris sulla Stelvio.
Troppo forti gli svizzeri. Oro ancora per Franjo von Allmen, come in discesa: la differenza l’ha fatta il suo compagno Nef con uno slalom eccellente. Argento a parimerito per gli austriaci Kriechmayr e Feller e per il secondo equipaggio elvetico, Odermatt-Meillard.
Il piano B di von Allmen
Von Allmen, a 24 anni, è già uno dei grandi protagonisti di questi Giochi. E dire che quando ne aveva 17 ha perso il papà e ha rischiato di dover lasciare lo sci. È riuscito a continuare soltanto grazie a una campagna di crowdfunding, con la quale ha raccolto oltre 17mila euro, finanziandosi un'altra stagione e guadagnandosi l’accesso in nazionale.
Per essere sicuro di avere un piano B, Franjo ha completato il suo apprendistato come carpentiere e lavora ancora occasionalmente nei cantieri nei mesi estivi. Intanto l’appuntamento con l’astro già nato dello sci azzurro, Franzoni, è con il SuperG di mercoledì. Dopo quello che si è visto nelle due discese, il bresciano è il grande favorito.
Curling amaro
Stefania Constantini e Amos Mosaner, la coppia azzurra che ha portato il curling all’oro olimpico quattro anni fa, proverà martedì 10 febbraio (ore 14) a prendersi almeno la medaglia di bronzo contro i britannici. Nella semifinale contro la coppia statunitense gli azzurri hanno ceduto 8-9 in extremis, al termine di un incontro molto equilibrato. La finale per l’oro vedrà gli Usa di fronte alla Svezia.
In questi Giochi in casa (Constantini abita a 800 metri dall’impianto di Cortina dove si sta giocando la medaglia) gli azzurri hanno interrotto la loro lunga striscia di imbattibilità (sono campioni del mondo in carica) ma hanno lottato fino all’ultima stone della semifinale, per provare ad allungare quella che è una bellissima favola del nostro sport.
La differenza vera con Pechino è stata sugli spalti: quattro anni fa le Olimpiadi erano monche per la pandemia, qui Stefania e Amos hanno avuto il tifo del loro pubblico, numeroso e caldo in questi primi giorni. «Non mi aspettavo così tanto pubblico a venire a sostenerci», ha detto Mosaner. «È magnifico, sono molto sportivi. Vedere questo fair play è qualcosa di grandissimo».
Le azzurre dell’hockey ai quarti
Col carattere e il ghiaccio nelle vene, l’Italhockey al femminile si prende i quarti di finale. Traguardo storico. Così come il secondo successo a questi Giochi Milano-Cortina che le azzurre hanno messo a segno contro il Giappone. È finita 3-2. Non facile. L’Italia indirizza la partita nel primo periodo grazie a una doppietta di Matilde Fantin. L’azzurra sblocca il match a cinque contro cinque su assist di Lobis e Tutino, poi raddoppia in power play sfruttando una penalità giapponese, con Mattivi e Fortino a referto per l’assistenza.
Nel secondo periodo il Giappone rientra in gara con la rete di Rui Ukita, ma le azzurre mantengono il controllo del gioco nonostante alcune penalità. In apertura di terzo tempo Kristin Della Rovere firma il 3-1. Sembrava il colpo decisivo. Non con le giapponesi, capaci di tornare di nuovo in partita con Akane Shiga, gol convalidato dopo la revisione al video. Nel finale il Giappone spinge, ma la difesa italiana resiste.
La portata dell’impresa va però spiegata: le giapponesi, seste a Pechino 2022 e settime nel ranking mondiale, godevano dei favori del pronostico. Per la squadra di Eric Bouchard (diciassettesima nel ranking) il passaggio del turno è una specie di oro. Domani, 10 febbraio, il match contro la Germania che chiuderà il girone.
Intanto splendida e sorridente, al debutto ai Giochi, Maria Gasslitter, 19 anni, ha chiuso al decimo posto la finale di slopestyle. A vincere, per la seconda volta di fila, è stata la svizzera Mathilde Gremaud, che ha superato la cinese Eileen Gu, argento anche a Pechino.
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