In serata doppia esultanza per l’Italia nel doppio femminile e maschile di slittino. Franzoni chiude sesto e si inchina al Superman von Allmen: «Devo imparare molte cose. Lui è già un campione». Paris fuori dopo sei porte: «Volevo far vedere di cosa sono capace, peccato». Delusione per le azzurre nella 15 km di biathlon: niente medaglie per Wierer e Vittozzi. Brignone sente male alla gamba in allenamento, ma domani ci sarà
Ogni giorno il meglio di Milano-Cortina 2026 in un colpo d’occhio: risultati, medaglie, sorprese, record e protagonisti della giornata olimpica. Dalle piste alle piste di ghiaccio, un racconto essenziale e puntuale per non perdersi nulla dei Giochi. Qui tutte le altre puntate. "Cronache dal ghiaccio” è accompagnata ogni giorno da un’altra rubrica, “Oltre il traguardo”, che racconta invece una storia che nasce dai Giochi.
Oro. Un oro che vale doppio. E poi un altro, meno di un’ora: lo slittino regala una vera miniera all’Italia. Andrea Voetter e Marion Oberhofer sono diventate le prime campionesse olimpiche del doppio nello slittino femminile. In testa nella prima run, le azzurre si sono ripetute nella seconda sulla pista di Cortina intitolate a Eugenio Monti. Poco più tardi, all’ora di cena, Emanuel Rieder e Simon Kainzwaldner hanno raddoppiato la festa, partendo dal terzo posto della prima run.
Andrea e Marion, 30 e 25 anni, sognavano il titolo olimpico nel debutto della specialità ai Giochi. Già vincitrici di due Coppe del Mondo, hanno preceduto le tedesche Eitberger-Matschina e le e austriache Egle/Kipp.
Andrea è nata il 3 aprile 1995 a Bressanone, e vive a Fiè. Ha iniziato a praticare lo slittino su pista naturale a 10 anni e a 14 è passata alla pista artificiale. Competendo come atleta singola per 13 anni, ha iniziato a gareggiare nel doppio femminile con Marion nella stagione 2022/2023, ottenendo due vittorie complessive in Coppa del Mondo, titoli mondiali e numerosi riconoscimenti europei. Appassionata della velocità e precisione dello slittino, ama trascorrere il tempo con il suo compagno, l’ex slittinista Kevin Fischnaller.
Marion è nata a San Candido. Anche la sua carriera da slittinista inizia con il singolo: nel 2019/2020 arriva terza nella classifica juniores della Coppa del Mondo. Negli ultimi anni ha deciso di concentrarsi a tempo pieno sul doppio, trovando in Voetter la compagna di viaggio ideale. La scelta ha pagato.
Rieder-Kainzwaldner, che impresa
Rieder-Kainzwaldner hanno completato la giornata di gloria con una seconda run che ha sbancato. Erano terzi dopo la prima run ma ad appena 17 millesimi dall’oro. Dopo gli azzurri sono scesi gli austriaci Steu e Kindl ed è bastata una piccola incertezza perché rimanessero dietro. Poi è toccato agli statuninensi Mueller e Haugsjaa, che sono andati in calando e hanno fatto crac.
Emanuel Rieder è nato 32 anni fa a Bressanone. Ha cominciato a gareggiare in nazionale nel 2008. Dalla stagione 2018/19 ha abbandonato il singolo per buttarsi nel doppio in coppia con Kainzwaldner; primo podio nella nuova disciplina il 26 gennaio 2020 a Sigulda, al secondo posto. Questa era la sua terza Olimpiade: a Sochi 2014 fu 19° nella prova individuale e quattro anni dopo a Pyeongchang ha chiuso 17°.
Simon Kainzwaldner è nato nel 1994 a Bolzano. Dalla stagione 2018/19 fa coppia con Emanuel. Ha preso parte a sei edizioni dei campionati mondiali, vincendo in totale una medaglia d'argento. Era al debutto olimpico.
SuperG, Franzoni sesto
È Franjo von Allmen, 24 anni, il Superman di questa edizione dei Giochi. Con quello del SuperG sono tre gli ori dello svizzero, che compie un’impresa riuscita solo due volte in passato: all’austriaco Toni Sailer nella prima Olimpiade italiana (Cortina 1956) e al francese Jean-Claude Killy a Grenoble nel 1968 delle rivoluzioni.
Trionfatore sabato in discesa libera davanti a Franzoni e a Paris, in SuperG (a dire il vero più un maxi gigante che una mini discesa), il giovane Franjo è sembrato avere ancora meno rivali. Tra i due ori individuali, von Allmen aveva intascato anche l’oro nel Team Combined. In questo momento è l’uomo più veloce del mondo con gli sci ai piedi, senza discussioni.
Giovanni Franzoni, il bresciano che si è cambiato la vita negli ultimi venti giorni, non ha convinto nel tratto più tecnico, quello della Carcentina, e ha chiuso già lontano dal podio, a 63 centesimi dal suo coetaneo svizzero. Sesto posto finale per lui.
«Peccato, perché ho sciato bene in tutti i settori. Purtroppo nella parte di scorrimento al centro ho perso 6 decimi. Sono contento di come sto affrontando le gare, sentivo la pressione, ma sono partito deciso, ho spinto, anche se lì non è andata come volevo. Devo ancora imparare molte cose, non sono perfetto. Franjo invece ha tre ori alla prima Olimpiade, è già un campione. Lo prendo di ispirazione, si vede che si diverte, è simpatico, solare. Chapeau».
Odermatt deluso dal bronzo
Arrabbiato al contrario il fuoriclasse svizzero Marco Odermatt, 28 anni, grande favorito della vigilia, che deve accontentarsi del bronzo. Questi Giochi finora lo hanno deluso, e probabilmente è anche innervosito dal fatto di avere in casa il peggior rivale.
È ancora il più regolare, ma non il più veloce: la stizza con cui si è tolto gli sci con un calcio, al traguardo, rende bene l’idea del suo stato d’animo. La medaglia d’argento l’ha vinta lo statunitense Ryan Cochran-Siegle, che aveva ottenuto lo stesso risultato quattro anni fa, dietro a Matthias Mayer.
SuperG stregato per gli azzurri
Non è stata decisamente giornata per gli azzurri, che confermano una tradizione negativa: mai una medaglia in SuperG ai Giochi, i migliori piazzamenti rimangono i due quarti posti di Werner Hell a Vancouver 2010 e di Alessandro Fattori a Nagano 1998.
Peccato per Dominik Paris che ha perso uno sci in avvio, dopo sei porte, e non ha praticamente toccato palla. «Ho perso uno sci, non doveva succedere. Oggi sono stato sfortunato, volevo far vedere di cosa sono capace, era un bel tracciato per me».
Mai davvero in gara Mattia Casse, evanescente, al traguardo con più di due secondi di ritardo. Il primo degli azzurri a scendere, col pettorale numero 4, era stato Christof Innerhofer, che a 41 anni è alla quinta e ultima Olimpiade: «Il secondo più vecchio di me aveva cinque anni in meno, ma io non mi accontento mai». Inner non è riuscito mai davvero ad attaccare sulla pista dove aveva ottenuto la sua prima vittoria in discesa. Ma era il 2008, il tempo passa per tutti.
Intanto c’è stata apprensione per Federica Brignone, che è ritornata a Cortina dopo un allenamento a Pozza di Fassa che le ha provocato molto dolore. Ma la Fisi ha confermato che farà parte del quartetto azzurro per il SuperG di domani insieme con Sofia Goggia, Elena Curtoni e Laura Pirovano. Anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sarà a Cortina per assistere alla gara.
Wierer e il ciclo mestruale
Delusione per le azzurre anche nella 15 km di biathlon. Niente medaglie per Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi, reduci dall’argento nella staffetta mista. Wierer ha chiuso quinta dopo un errore al tiro, Vittozzi addirittura 37ª. Secondo oro per la fuoriclasse francese Julia Simon, argento alla sua connazionale Lou Jeanmonnot, bronzo alla bulgara Lora Hristova.
Simon ha zittito tutti sul traguardo, pretenderebbe che non si parlasse più del suo passato. Ricordiamo invece che lo scorso ottobre è stata condannata dal tribunale di Albertville a tre mesi di carcere con la condizionale e a una multa di 15.000 euro per furto e frode informatica. Ai danni di una compagna di squadra, Justine Braisaz-Bouchet, e di un fisioterapista della nazionale, alle quali aveva sottratto le carte di credito. Ci dispiace per Simon, ma non è che le medaglie d’oro sanino proprio tutto.
Dorothea Wierer non ha avuto problemi a spiegare la sua prestazione parlando del suo ciclo mestruale. Un tema sul quale è sempre utile che le atlete siano trasparenti. Ecco Wierer: «La giornata è stata un po’ difficile per me, ho fatto una fatica bestia sugli sci. Perché? Sapete, purtroppo per noi donne, una volta al mese è così. Sapevo che oggi sarebbe stato difficilissimo. Bisogna soffrire e basta, nei prossimi giorni starò meglio».
© Riproduzione riservata


