Davanti a un tribunale federale Usa, il fondatore Wander ha ammesso di aver partecipato a una frode finanziaria da oltre 500 milioni di dollari tra attività inesistenti ed estratti conto fittizi. Parte dei fondi illeciti avrebbe finanziato l'acquisto di club professionistici in Europa e Sudamerica. Dal Genoa allo Standard Liegi, il dissesto dell'investitore ha messo a rischio stipendi, gestione e futuro delle squadre. Sollevando interrogativi che il mondo del pallone non può più ignorare
Josh Wander comprava squadre di calcio con soldi che non avrebbe potuto utilizzare. Il 15 ottobre, davanti a un tribunale federale di Manhattan, il fondatore di 777 Partners ha ammesso di aver partecipato a una frode finanziaria da oltre 500 milioni di dollari. Per anni aveva presentato ai creditori attività inesistenti, utilizzato più volte le stesse garanzie e falsificato estratti conto bancari per dimostrare una disponibilità economica che la sua società non possedeva.
Parte del denaro ottenuto attraverso quelle operazioni, secondo il Dipartimento di Giustizia americano, è servito anche a finanziare l'acquisto di club professionistici. Dal Genoa allo Standard Liegi, dall'Hertha Berlino al Vasco da Gama. Squadre con milioni di tifosi, una storia e un'identità, finite dentro un progetto finanziario costruito, almeno in parte, con denaro ottenuto illegalmente.
Wander ha 45 anni, viene dalla Florida e rischia fino a 40 anni di carcere, considerando le pene massime previste per i due reati contestati. La sentenza è fissata per il 1° marzo 2027. Ha accettato la confisca di almeno 500 milioni di dollari di proventi illeciti. Ma la vicenda giudiziaria racconta soltanto una parte della storia. L'altra riguarda il calcio, che per anni ha aperto le porte a un investitore capace di presentarsi come il proprietario ideale per società in difficoltà economica.
Sistema fraudolento
777 Partners nasce a Miami e inizialmente si occupa soprattutto di operazioni finanziarie legate a pagamenti futuri. Poi decide di espandersi. Compagnie aeree, altri investimenti e soprattutto calcio. Il modello è semplice: acquistare partecipazioni in società di paesi differenti, costruire una rete internazionale, condividere competenze, calciatori e opportunità commerciali. Un sistema che promette di ridurre i costi e aumentare i ricavi.
Nel giro di pochi anni il gruppo entra in Italia, Belgio, Germania, Brasile, Francia, Spagna e Australia. Il problema, secondo quanto ricostruito dagli investigatori americani, è che 777 Partners non disponeva delle risorse necessarie per sostenere tutte quelle acquisizioni. Wander avrebbe quindi utilizzato fondi che i finanziatori avevano destinato ad altre attività. Per ottenerli, la società presentava come garanzia crediti che non possedeva oppure già impegnati a favore di altri soggetti. In alcuni casi venivano alterati persino i documenti bancari.
Non si trattava di un semplice investimento sbagliato. Era un meccanismo attraverso il quale il gruppo riusciva a ottenere denaro rappresentando una situazione finanziaria falsa. Nel frattempo, però, le squadre continuavano a giocare. E i tifosi continuavano a riempire gli stadi. A Genova, 777 Partners arriva nel settembre 2021, rilevando il club da Enrico Preziosi. Il Genoa è la società calcistica più antica d'Italia, con un'identità profondamente legata alla città. Per una proprietà americana rappresenta un investimento. Per i genoani è qualcosa che esiste da oltre un secolo, indipendentemente da chi ne possieda le azioni.
Le conseguenze sui club
Quando il sistema finanziario di 777 comincia a sgretolarsi, anche il futuro del Grifone entra in una fase di profonda incertezza. La svolta arriva nel dicembre 2024. Attraverso un aumento di capitale da 40 milioni di euro, l'imprenditore romeno Dan Șucu acquisisce il 77 per cento del Genoa. L'operazione consente di immettere nuove risorse nella società, ma apre anche una controversia con A-Cap, il principale creditore del gruppo americano, subentrato nella gestione di alcune sue partecipazioni. La battaglia arriva davanti ai giudici.
Nel giugno 2026 il tribunale di Genova respinge l'impugnazione dell'aumento di capitale presentata da una società controllata da A-Cap. Una vicenda che dimostra quanto possa diventare complicato separare il destino di una squadra dai problemi finanziari del suo precedente proprietario.
A Liegi, in Belgio, le conseguenze erano state ancora più visibili. Nel maggio 2024 lo Standard non riusciva a pagare regolarmente gli stipendi e aveva subito un blocco temporaneo del mercato. L'allenatore Ivan Leko raccontava la preoccupazione dei dipendenti, soprattutto di quelli che lavoravano lontano dai riflettori. Non soltanto calciatori e dirigenti. Anche persone per le quali uno stipendio in ritardo poteva rappresentare un problema immediato. La protesta dei tifosi arrivò fino a impedire la partenza del pullman della squadra per una partita contro il Westerlo. Il club fu costretto a rinunciare all'incontro. Un proprietario con problemi finanziari negli Stati Uniti aveva finito per condizionare una partita di campionato in Belgio.
In Brasile, invece, il Vasco da Gama decise di rivolgersi alla giustizia. Nel maggio 2024 un tribunale di Rio de Janeiro sospese gli effetti dell'accordo che attribuiva a 777 Partners il controllo della società calcistica, restituendolo all'associazione sportiva. La decisione nasceva anche dalle preoccupazioni sulla capacità economica dell'investitore di rispettare gli impegni. Nel 2025 il provvedimento venne confermato in sede di impugnazione.
A Berlino, intanto, l'Hertha aveva accolto 777 Partners come partner strategico nel 2023. Due anni dopo, con il gruppo ormai in crisi, i rappresentanti americani lasciavano il consiglio di sorveglianza e le partecipazioni passavano nell'orbita del principale creditore. Non più il progetto internazionale annunciato al momento dell'ingresso, ma la necessità di gestire le conseguenze della crisi dell'investitore.
Una domanda per il calcio
Sono vicende differenti, con responsabilità e sviluppi giudiziari distinti. Non dimostrano che ogni problema sportivo di quelle società dipendesse da Wander. Mostrano però un elemento comune: quando un gruppo finanziario entra in difficoltà, il rischio non rimane confinato nei suoi bilanci. Può raggiungere gli stipendi dei dipendenti, la gestione delle società, le decisioni dei tribunali e perfino la possibilità di scendere in campo.
Eppure, mentre tutto questo accadeva, 777 Partners aveva tentato un'operazione ancora più ambiziosa: acquistare l'Everton, uno dei club storici del calcio inglese. L'accordo non arrivò mai al completamento, mentre aumentavano le domande sulla solidità finanziaria del gruppo. Una vicenda che solleva un interrogativo inevitabile. Quali controlli sono sufficienti per stabilire se un investitore possieda davvero i soldi necessari a comprare e mantenere una squadra?
La multiproprietà, naturalmente, non è di per sé un illecito. Esistono gruppi che gestiscono più società con modelli finanziari differenti. Acquistare una squadra è un'operazione economica. Mantenerla in vita comporta responsabilità che non finiscono con la firma di un contratto. Josh Wander attende la sentenza negli Stati Uniti. Le squadre che aveva acquistato, invece, hanno già dovuto affrontare le conseguenze del crollo del suo gruppo.
È questa la differenza fondamentale tra chi possiede una società di calcio e chi la sostiene.
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