Il Times, il New York Times e Le Monde ricostruiscono le spese del presidente e le operazioni della federazione: 1,76 milioni di dollari extra, una sede a Manhattan inutilizzata e i soliti dubbi sui rapporti con Trump. La Uefa valuta una denuncia in Svizzera
La Fifa ha tenuto nascosto un secondo stipendio percepito dal suo presidente, Gianni Infantino, violando il proprio statuto. È questa l’accusa lanciata dal Times, lo stesso giornale che a fine luglio aveva portato alla luce il controverso progetto Fifa Forward Enterprise. Da allora, Infantino si trova nell’occhio del ciclone, anche se la sua leadership nel calcio mondiale sembra ancora lontana dal dirsi conclusa.
Secondo il quotidiano britannico, Infantino percepisce uno stipendio non dichiarato dalla Fifa, che gli è stato pagato dal 2024 fino a quest’anno compreso, e che ha un valore di 1,76 milioni di dollari. Questa cifra si somma al salario ufficiale da presidente, pari a 5,14 milioni di dollari, regolarmente dichiarato, come prevede l'articolo 43 comma 13 dello statuto dell’organizzazione. Lo stipendio addizionale, invece, gli viene corrisposto dal Comitato organizzatore del Mondiale 2026, che dipende sempre dalla Fifa.
La cosa curiosa, però, è che nessun altro dirigente dell’organizzazione risulta ricevere pagamenti extra di questo tipo, né il segretario generale Mattias Grafström né Victor Montagliani, co-presidente del comitato organizzatore della competizione.
La base a Miami
Parte di questo denaro sarebbe stata verosimilmente utilizzata per coprire le spese correnti di Infantino a Miami, che negli ultimi anni è stata la casa del presidente della Fifa e della sua famiglia, in vista del Mondiale della scorsa estate. Ma Miami è molto più di questo: dall’agosto 2023, quando è stato inaugurato un ufficio della Fifa in città, è diventata sostanzialmente la nuova sede principale dell’organizzazione. Infantino ha trasferito in Florida l’intero dipartimento Legal and compliance della Fifa, che prima aveva sede in Svizzera. Si tratta di uno dei rami principali della federazione calcistica internazionale, responsabile di tutti gli aspetti normativi, legali ed etici dell’organizzazione.
Miami è stata la base operativa di Infantino negli ultimi anni, considerando che nell’estate del 2025 gli Stati Uniti avevano già ospitato il Mondiale per club. Il dirigente sportivo svizzero si è trasferito in città nel 2024, prendendo in affitto una lussuosa villa nella zona di Sunset Islands, dal 2023 di proprietà di Eric Schmidt, l’ex amministratore delegato di Google, che l’aveva pagata 27 milioni di dollari. Poi, nell’ottobre 2025, la famiglia Infantino si è trasferita in un altro appartamento, ma sempre a Miami, acquistando per 8,6 milioni di dollari una casa di proprietà di Marc Anthony, celebre cantante di origini portoricane che è stato anche ambassador del Mondiale 2026. Come sottolinea il Times, quest’ultimo aveva pagato l’appartamento 11 milioni solo cinque anni prima.
Trump Tower deserta
Ma il doppio stipendio non dichiarato non è l’unica discutibile operazione finanziaria della Fifa di questi ultimi tempi. Il New York Times e Le Monde hanno pubblicato ulteriori rivelazioni relative al secondo ufficio statunitense dell’organizzazione, inaugurato nel luglio 2025 e sito al diciassettesimo piano della Trump Tower, a Manhattan. Si scopre ora che il contratto di affitto copre sette anni di durata per una cifra complessiva di circa quattro milioni di dollari.
La vera domanda è cosa se ne faccia la Fifa di due uffici negli Stati Uniti, peraltro entrambi sulla East Coast. La risposta sembra essere “niente”. Infatti, secondo le due testate che hanno approfondito la storia, l’ufficio di New York è completamente vuoto, e la Fifa dichiara di utilizzarlo unicamente per eventi ufficiali con figure di spicco del calcio e della politica internazionali.
Le fonti consultate dal New York Times spiegano che la Fifa avrebbe deciso di non condurre alcuna attività commerciale nella struttura per risparmiare il più possibile sull’alta tassazione dello Stato di New York. Su questa vicenda aleggiano, ovviamente, sospetti di un conflitto d’interesse per Infantino, data la sua ben nota amicizia con Donald Trump.
Le ultime rivelazioni offrono ulteriori frecce all’arco della Uefa, che sta valutando una denuncia in Svizzera contro Infantino, citando proprio la sua gestione dei fondi della Fifa. In attesa che il calcio europeo presenti ufficialmente le sue accuse, è improbabile che la Fifa indaghi sul suo presidente: dovrebbe essere compito del Comitato etico, un organo in teoria indipendente, ma che di fatto è composto da persone fedeli a Infantino, a partire dal suo presidente, il ruandese Martin Ngoga. E, ovviamente, la sede del comitato è a Miami.
© Riproduzione riservata