La possibile privatizzazione del club in cui milita CR7 si intreccia con gli altri affari già in essere tra il gruppo americano di Gerry Cardinale, che in Italia detiene la proprietà del Milan, e il fondo sovrano saudita. Sul tavolo c’è anche un enorme debito da ripagare, stimato in 800 milioni di dollari, e una rifondazione sportiva alla luce
Il prossimo acquisto di Gerry Cardinale potrebbe avvenire in Arabia Saudita, ma non si tratta di un giocatore. Nell’ultima settimana si è parlato molto di un interessamento del proprietario del Milan nell’Al-Nassr, il club dove gioca Cristiano Ronaldo, attualmente controllato dal fondo sovrano saudita Pif.
La trattativa è ancora agli inizi, ma la stampa locale scrive che la chiusura è attesa entro la prossima estate. Tempi lunghi, anche perché RedBird non si muove da solo, ma è a capo di una cordata che coinvolge soprattutto investitori sauditi, il più noto dei quali è Ibrahim Al-Muhaidib, che dovrebbe essere il volto della nuova proprietà: 40enne imprenditore del settore immobiliare con un patrimonio stimato di oltre due miliardi di dollari, Al-Muhaidib è già stato presidente dell’Al-Nassr per un breve periodo nel 2024.
Affari e debiti
La potenziale acquisizione dell’Al-Nassr è solo una delle trattative in corso tra RedBird e il Pif. Molto più importante è l’affare Paramount-Warner, che potrebbe portare alla formazione di un colosso del settore dell’intrattenimento cinematografico e televisivo. L’anno scorso Paramount si è mossa per acquisire la Warner Bros., ricevendo il sostegno finanziario di RedBird, ma l’affare è in una fase di stallo: si cercano nuovi investitori, e attualmente la pista più probabile conduce proprio nel Golfo.
La scorsa settimana, la Commissione federale per le comunicazioni degli Stati Uniti ha dato il via libera a un accordo che porterà tre fondi sovrani arabi a rilevare una considerevole quota di minoranza (si parla del 49,5 per cento) della nuova società nata dalla fusione tra Paramount e Warner. L’investimento sarà di 24 miliardi di dollari, di cui 10 da parte del Pif, che sarà il socio arabo più rilevante (i restanti 14 miliardi saranno equamente divisi tra la Qatar investment authority e la L’IMAD Holding di Abu Dhabi).
Tornando al calcio, ancora non si è parlato di cifre per l’Al-Nassr, club che nella scorsa stagione è tornato a vincere il campionato saudita per la prima volta dal 2019: si è trattato del primo trofeo conquistato dall’arrivo in squadra di Ronaldo, nell’estate 2023. Il nodo principale della trattativa sarà probabilmente la gestione del debito del club di Riad, che secondo i media sauditi ammonterebbe a 800 milioni di dollari. Cifre difficili da verificare, dato che le società saudite non sono tenute a rendere pubblici i propri bilanci, ma che l’Al-Nassr abbia problemi economici è tutto fuorché un segreto.
Il disimpegno del Pif
In Italia non se n’è parlato molto, ma nell’ultimo calciomercato i campioni nazionali sauditi hanno dovuto agire con estrema parsimonia e hanno avuto difficoltà nel rinnovo di alcuni contratti. La testata Al-Riyadhia aveva rivelato, a luglio, che alcuni dei giocatori della squadra (verosimilmente quelli locali, non gli stranieri) non avevano ancora ricevuto gli stipendi di giugno. È stato necessario attendere fino a inizio di settembre per ottenere il via libera ai rinnovi da parte delle autorità, ed è probabilmente per questo motivo che l’Al-Nassr ha deciso di lasciar partire a parametro zero Marcelo Brozović: l’ex interista aveva un contratto da 25 milioni di euro all’anno.
L’Al-Nassr è stato, negli ultimi tre anni, il principale promotore dell’ascesa internazionale della Saudi Pro League, grazie proprio all’acquisto di Ronaldo. Ma è stato anche il meno vincente dei club controllati dal fondo Pif, a dispetto delle enormi spese per gli ingaggi. Il portoghese da solo percepisce circa 200 milioni di euro all’anno, ma in rosa ci sono altri salari pesanti, come quello dell’ex Liverpool Sadio Mané (40 milioni), di Kingsley Coman (25 milioni) e di João Félix (17,5 milioni). Non è difficile immaginare come l’Al-Nassr abbia potuto ritrovarsi così indebitato.
La questione finanziaria è diventata un problema, però, solo di recente, cioè quando il Pif ha deciso di fare un passo indietro dalla gestione dei quattro club che aveva acquistato nell’estate 2023. Il progetto saudita è sempre stato quello di imporsi rapidamente nel calciomercato internazionale, aumentare il valore dei club e della Saudi Pro League, e poi cedere le società a investitori privati. È quello che è successo con l’Al-Hilal di Simone Inzaghi, che lo scorso aprile è stato rilevato dal principe saudita Alwaleed Bin Talal.
RedBird e il Pif dovranno dunque stabilire chi e come ripagherà il debito dell’Al-Nassr, prima di ufficializzare la privatizzazione del club. La nuova proprietà si troverà poi a dover delineare un nuovo progetto tecnico, dato che molti dei giocatori più importanti lasceranno a fine contratto la prossima estate: Mané, Iñigo Martínez, João Félix e, soprattutto, Ronaldo.
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