In vista della Giornata internazionale della donna, il comune romagnolo di Riccione trasforma il proprio lungomare in uno spazio in cui ribadire l’importanza della parità di genere e l’inclusività. A partire proprio dallo sport.

È questo l’obiettivo della prima edizione della Walk & Run for Women - Cammina e corri per i diritti delle donne, presentata il 24 febbraio al Palazzo del Turismo e in programma il 7 e l’8 marzo. Correre e camminare collettivamente, come cittadinanza attiva, per sviluppare un progetto che si propone di unire sport, diritti e cultura, sensibilizzando ed educando. 

L’iniziativa è promossa da Assist – Associazione nazionale atlete, con il patrocinio del comune di Riccione e della regione Emilia-Romagna. Si tratta di una manifestazione che nasce come un evento di attività motoria non competitiva – con camminate di 2 e 5 chilometri e una corsa non competitiva di 10 chilometri – il cui obiettivo è quello di utilizzare lo sport come veicolo per una riflessione più ampia sulla parità di genere.

Lo sport, infatti, non è neutro, bensì uno spazio politico da occupare, in cui si possono affermare e sostenere le istanze della società civile. Oltre all’attività sportiva, si terranno workshop e incontri pubblici dedicati alla salute, alla prevenzione e ai diritti delle donne.

Il programma

«Non ricorrenza ma impegno collettivo», così il comune di Riccione ha sostenuto la scelta di sviluppare un’iniziativa che unisce donne, uomini, giovani e anziani, atleti e semplici appassionati per ribadire che i diritti non sono una concessione, ma una conquista quotidiana.

Per domenica 8 marzo sono state organizzate due camminate da 2 e 5 chilometri insieme a una corsa non competitiva di 10 chilometri, con partenza e arrivo al Palazzo del Turismo. Per le istituzioni locali si tratta di «un impegno collettivo che si mette in marcia». Un modo per unire un’iniziativa di benessere fisico con un impegno collettivo di consapevolezza e cambiamento. Cercando di portare le istanze anche in contesti in cui di solito non trovano, per ritualità, spazio. 

I testimoni

Oltre alla cittadinanza, la due giorni di sport e riflessione vedrà la presenza di alcune icone dello sport italiano e internazionale: dalla bi-campionessa olimpica di ciclismo Antonella Bellutti alla leggenda del volley Manuela Benelli, alla campionesse olimpionica Josefa Idem e alla stella del basket europeo Stefania Passaro. 

Presenti anche Stefania Bianchini, già campionessa del mondo di boxe, Luisella Milani pallavolista pluriscudettata, Lara Lugli, ex pallavolista, giornalista e nota attivista per il riconoscimento dei diritti delle atlete, Alice Pignagnoli, calciatrice, madre e scrittrice che si è battuta per i diritti delle atlete, Brigitte Grandia, vincitrice di 11 scudetti nella pallamano. Insieme all’atleta paralimpica Valentina Petrillo, prima donna transgender ammessa a gareggiare nella categoria femminile ai Giochi Paralimpici.

La presenza di queste atlete ha un significato non solo sportivo ma anche politico: una progressiva conquista di uno spazio che prima era negato o concesso marginalmente. Atlete che, proprio grazie alla consapevolezza del ruolo svolto, hanno contribuito in termini reali al miglioramento delle condizioni di chi poi è venuta dopo. Creando un ponte generazionale le cui fondamenta sono costituite dalla memoria e dal dialogo. 

L’evento nella città romagnola è solo una tappa nella ben più lunga maratona per un riconoscimento pieno e simmetrico dei diritti, promuovendo l’avanzamento della condizione femminile e i diritti umani. Mentre il giornalista Valerio Piccioni – che parteciperà all’iniziativa – ha ricordato come lo sport sia stato per tanto tempo «un luogo di muri e divieti» per le donne.

La rete

L’iniziativa del 7 e 8 marzo vede anche la costruzione di una rete di rapporti e progetti con altre realtà come il progetto europeo Erasmus+ Sport “A Fairer Coaching”, dedicato alla costruzione di metodologie di allenamento inclusive, etiche e non sessiste. 

Ma un’altra iniziativa fondamentale nel weekend sarà anche Walk of Women’s Rights, un percorso costellato di installazioni dedicate alle figure che hanno segnato la storia dell’emancipazione femminile. La corsa diventa così anche un percorso immersivo, strutturato in tappe simboliche per apprendere la storia delle figure che hanno contribuito inizialmente ad un percorso di emancipazione.

Il ruolo dello sport

Walk & Run for Women è un’iniziativa che mette al centro lo sport come motore, fisico e culturale, per un cambiamento della postura del paese nei confronti del bilanciamento di genere e della parità dei diritti. Un modo per rendere collettivo un processo di cambiamento attraverso il movimento della gambe che, metaforicamente, dovrebbe spingere verso un traguardo culturale e sociale di emancipazione e rispetto.

Una camminata e una corsa che, partendo dallo sport, diventano strumenti concreti di emancipazione e progresso sociale, unendo movimento, partecipazione e consapevolezza in un grande evento dedicato ai diritti e alle pari opportunità.

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