A due anni dall’annuncio ufficiale, questo weekend debutterà il World Athletics Ultimate Championship, il nuovo evento con cadenza biennale ideato dalla federazione internazionale con l’intento di tenere accesi i riflettori sull’atletica leggera e di coinvolgere un pubblico giovane. È quello che in tanti negli ultimi anni stanno provando a fare: portare lo sport sul terreno dell’intrattenimento.

Sarà Budapest a ospitare l’esordio di questo progetto che chiuderà la stagione su pista e a cui prenderà parte solo l’eccellenza dell’atletica internazionale: i campioni olimpici di Parigi 2024, i campioni iridati 2025, i vincitori della Diamond League e i migliori del ranking. Il programma comprende 28 gare, non ci saranno medaglie per i primi tre classificati, ma un unico trofeo per chi si aggiudicherà ogni prova. Spazio anche al racconto dei singoli protagonisti attraverso la loro viva voce con contenuti social e grafiche pensate per la fruizione su smartphone.

Piatto ricco

Al di là del format, il motivo per cui si parla così tanto dell’Ultimate Championship è il fatto che mette in palio il montepremi più elevato della storia: 10 milioni di dollari. Chi conquisterà il primo posto di ogni gara porterà a casa 150mila dollari, 75mila il secondo e 40mila il terzo. Cifre enormi se paragonate ai 70mila dollari di un oro agli ultimi Mondiali o ai 20mila di un successo in Diamond League. Una sproporzione tale da aver spinto alcuni campioni a considerare le recenti finali della Diamond League un appuntamento sacrificabile o un semplice test di avvicinamento pur di presentarsi al massimo della condizione in Ungheria.

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Il tema economico è centrale. Gli atleti hanno dichiarato inadeguati i premi in denaro del circuito internazionale e questa sollevazione ha scatenato diverse reazioni a cominciare dalla nascita di due leghe private: Grand Slam Track, ideato dall’ex campione statunitense Michael Johnson, e Athlos, lanciato dal cofondatore di Reddit Alexis Ohanian. Lo scopo di entrambe è di rendere più spettacolare l’atletica e di garantire ingaggi molto elevati rispetto ai meeting tradizionali.

Il Grand Slam Track prevedeva quattro tappe ogni anno, montepremi di 12,6 milioni di dollari e la partecipazione dei volti più popolari della disciplina, ma dopo pochi mesi ha dichiarato bancarotta senza saldare i pagamenti dovuti. Athlos, invece, ha già all’attivo due edizioni, si dedica esclusivamente all’atletica femminile e consiste in una sola giornata di gare in cui lo sport è inserito all’interno di uno show a tutti gli effetti con tanto pubblico, musica dal vivo e per le vincitrici una corona esclusiva realizzata da Tiffany e 65mila dollari.

Per evitare di perdere il controllo sui propri atleti e sui propri eventi, World Athletics è corsa ai ripari: è diventata la prima federazione a introdurre un bonus di 50mila dollari per le medaglie d’oro di Parigi 2024, ha alzato le cifre in palio sia per i Mondiali che per le tappe di Diamond League e ha introdotto l’Ultimate Championship per competere sullo stesso terreno dei grandi investitori.

Gli ultimi romantici

Ma se il Cio ha dimostrato di essere sensibile alla questione relativa alle tutele economiche per gli sportivi, tanto da compiere la scelta rivoluzionaria di pagare chi ottiene la qualificazione ai Giochi olimpici per dare un segnale di sostegno, l’Ultimate Championship accentrerà risorse e visibilità su una ristrettissima élite.

I volti copertina dell’atletica hanno una tale notorietà e un tale numero di sponsorizzazioni che non necessitano certamente dei 150mila dollari di assegno (lordi!) di questo evento e non possono essere un volto credibile per le battaglie dei loro colleghi che vivono tutta la precarietà dell’essere atleti e chiedono più garanzie per il loro futuro.

Sul piano dello spettacolo un parterre di questo livello garantirà sfide appassionanti e un’ottima vetrina per l'atletica. Una volta spenti i riflettori, però, ci ricorderemo ancora chi siano stati i vincitori? Forse no, arrivare primi in questa manifestazione non sarà paragonabile a conquistare un titolo.

È anche per questo che Nadia Battocletti ha preferito rifiutare l’invito per concentrarsi sui suoi prossimi obiettivi. «A Budapest non ci sono veri titoli in palio, non è un campionato. Non è questione di soldi, queste ultime gare non entravano nella programmazione. Nadia vuole fare gli Europei di cross (il 13 dicembre, ndr) e bisogna allenarsi per vincere», ha dichiarato il padre Giuliano a Runner’s World. Forse sono gli ultimi romantici, quelli che guardano alla sostanza delle cose o che semplicemente si sono guadagnati la libertà di scegliere. 

Per chi ha terminato la propria stagione, invece, esserci può rappresentare un gran finale. Gli azzurri in gara al World Athletics Ultimate Championship 2026 saranno Marcell Jacobs, Gianmarco Tamberi, Larissa Iapichino, Zaynab Dosso, Darya Derkach, Ayomide Folorunso, Eloisa Coiro, Francesco Pernici e la staffetta 4×400 mista. Le competizioni si terranno venerdì alle 19 e sabato e domenica dalle 18, con diretta tv su Rai 2, Rai Sport e Sky Sport.

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