A mezzanotte del 18 settembre gli attivisti smetteranno di erogare i loro servizi. L’unica decisione possibile per il collettivo designato dall’amministrazione Trump. Scompare così un importante pezzo della storia digitale italiana. Il 25 settembre, giorno in cui entreranno in vigore le sanzioni, sono previste mobilitazioni in varie città italiane. A Roma indetto un corteo
Dalla mezzanotte di sabato 18 settembre i server verranno spenti e il progetto Autistici/Inventati smetterà di esistere. Scompare, così, un importante pezzo della storia digitale italiana. E i cui primi dieci anni sono raccontati nel libro +Kaos che Agenzia X ha appena mandato in ristampa. Il 26 agosto un comunicato del Dipartimento di Stato lo ha definito «un gruppo estremista con sede in Italia che costruisce e gestisce l’infrastruttura digitale per cellule violente di Antifa e altri militanti dell’estrema sinistra in tutto il mondo». Annunciando che lo avrebbe sottoposto a sanzioni. Senza mostrare nessuna prova pubblica, senza che nessun tribunale italiano o europeo abbia mosso alcuna accusa del genere nei confronti del collettivo di attivisti digitali che - grazie al continuo lavoro volontario - per 25 anni ha fornito servizi di hosting gratuiti, liberi dalle Big Tech. Con lo sguardo sempre rivolto verso la privacy e l’utilizzo consapevole degli strumenti. E che di Indymedia ha costituito la più importante ossatura tecnologica in Italia. «Socializzare saperi senza fondare poteri», il motto, mutuato da Primo Moroni che è nato dall’unione di due collettivi: uno più tecnico, milanese e uno fiorentino, più votato alla parte creativa. In 25 anni di attività, A/I arrivato a ospitare 16mila caselle mail, 20mila blog, 5.500 mailing list e 1.500 siti che dal 18 settembre non avranno più una casa digitale.
«A/I è nato per proteggere le persone e la loro riservatezza, il loro diritto a lottare, ma se diventiamo una potenziale fonte di pericolo, per noi non ha senso continuare a esistere in questa forma», hanno detto gli attivisti a Domani motivando la loro scelta di chiudere il progetto. Del resto il dominio autistici.org è stato reso non più normalmente risolvibile dal PIR, Public Interest Registry, una società no profit creata dall’Internet Society per gestire i domini .org in tutto il mondo. Ma che ha sede negli Stati Uniti. L’account PayPal – attraverso cui A/I raccoglieva donazioni – immediatamente bloccato. Banca Etica ha congelato il conto dell’associazione a cui fa riferimento il collettivo, temendo le sanzioni secondarie che avrebbero coinvolto i circuiti di pagamento e di credito internazionali, con sede negli Stati Uniti.
La designazione da parte dell’amministrazione Trump ad A/I mostra, così, chiaramente quanto possano essere caldi i temi dell’autonomia digitale e finanziaria dell’Europa.
La difesa impossibile
Agire legalmente per contestare la designazione è praticamente inutile, come ha detto a Domani Shayana Kadidal, l’avvocato del Center for Constitutional Rights di New York che segue la vicenda del collettivo. La maggior parte delle prove resterebbe secretata, impossibile provare a impostare una difesa. «Autistici/Inventati è nato per proteggere le persone e la loro riservatezza, il loro diritto a lottare, ma se diventiamo una potenziale fonte di pericolo, per noi non ha senso continuare a esistere in questa forma», hanno detto gli attivisti a Domani, motivando la scelta di porre fine al progetto.
«In un mondo di accuse slegate dai fatti non possiamo che aspettarci un’ulteriore repressione sproporzionata. Questo ci mette di fronte all’impossibilità di mantenere il nostro progetto originario: offrire strumenti sicuri e non mercificati», hanno scritto, il 6 settembre annunciando la chiusura. Una chiusura programmata proprio per il 18 settembre, dopo aver fornito alle migliaia di utenti, il tempo necessario per poter salvare dati, mail, e i materiali pubblicati sulla piattaforma Noblogs. Colpita da un attacco hacker, rivendicato in tempo reale da AstraRCE, hacker dell’area far right americana, la piattaforma è rimasta online (in modalità di sola lettura) fino alla chiusura di A/I. DataRepublican, account gestito da Jennica Pounds, influencer conservatrice che da luglio lavora al Pentagono, ne ha pubblicato una mappa che è tutt’ora online.
«10, 100, 1000 server nascano»
«L’idea iniziale era: ne facciamo uno che si aggiunge a Ecn.org, altri ne faranno altri cento e avremo una rete di server autogestiti, piccoli, dove ognuno è libero di decidere il suo metodo. Poi la storia ha tracciato un’altra parabola, ma inizialmente noi siamo partiti con quell’idea. Non volevamo accentrare, ma essere una delle tante esperienze». Blicero racconta, così, nel libro Millennium Bug - Una storia corale di Indymedia Italia, la nascita di Autistici/Inventati. E l’idea che il collettivo rilancia chiudendo la sua storia è ancora quella. «Andate e moltiplicatevi, dunque. Copiateci. Copiate quello che abbiamo fatto. Copiate il codice che abbiamo usato. Copiate l’idea a cui abbiamo cercato di dare forma. Oppure prendete i pezzi che vi piacciono e inventatevi un vostro remix», scrivono. E rilanciano: «10, 100, 1000 server nascono». L’invito è sempre quello a creare nuovi spazi in rete, perché «di server liberi ce ne sono troppo pochi». E perché «il virus dell’autogestione e dell’autodeterminazione» è quello che va diffuso. «L’internet che non c’è possiamo costruirlo insieme. Server dopo server, relazione dopo relazione», si legge nell’appello della campagna “Teniamo Internet Libero”. Gli hacklab sparsi sul territorio italiano, e non solo, hanno già iniziato a lavorare alla realizzazione di nuovi servizi di hosting.
La mobilitazione del 25 settembre
Nonostante la chiusura del progetto, in varie città italiane si stanno organizzando assemblee e momenti di riflessione intorno alla storia di Autistici/Inventati. Sabato 19 settembre ci sarà un’assemblea cittadina a Milano, presso lo spazio Piano Terra. Mentre mercoledì 16 settembre, nel centro sociale Forte Prenestino di Roma, si è svolto un incontro pubblico cittadino che è riuscito a mobilitare quasi 200 persone in rappresentanza delle associazioni, degli attivisti e dei singoli cittadini, che hanno utilizzato gli strumenti forniti da Autistici/Inventati. Tra di loro tanti i correntisti di Banca Etica che si sono interrogati su come procedere per contestare l’istituto finanziario dopo la decisione di congelare il conto di A/I.
Dall’assemblea è emersa la volontà di darsi appuntamento il 25 settembre - giorno in cui scatteranno le sanzioni imposte dagli Stati Uniti al collettivo, e un cui sono previste mobilitazioni in varie città italiane - per un corteo. Del resto, l’ultimo invito del collettivo è stato proprio questo: «Ora mollate il pc, uscite, lottate, abbracciatevi e non perdete il sorriso. Perché noi ci fermiamo. Ma la resistenza e le idee no. Restiamo umani».
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