In pochi giorni a Bologna se ne sono andati due pezzi importanti del Novecento: Carlo Ginzburg e Romano Montroni. Le vendite editoriali sono invece dominate da un fenomeno pienamente anni Duemila, ovvero Game of Olympus. Catarsi di Hazel Riley che ha stregato l’Italia e il BookTok (e che nasce da Wattpad)
Nel giro di pochi giorni sono morti a Bologna Carlo Ginzburg, il più grande storico italiano del Novecento, e Romano Montroni, il ragazzo che non aveva studiato e che diventa il libraio più bravo d’Italia. E a casa di Montroni, dopo la presentazione nella Feltrinelli sotto le due torri, a cena potevi incontrare Ginzburg che chiacchierava con Roberto Calasso o con Umberto Eco. Che ritmo, che sound, che fraseggio, quella cultura. È tutto un mondo che se ne va. È il Novecento, bellezza.
Rimangono i libri. Le biblioteche. E capolavori da continuare a leggere come Il formaggio e i vermi — la storia di Menocchio, mugnaio del XVI secolo accusato di eresia per aver descritto l’universo come «formazo nel latte» e gli angeli come vermi — e Storia notturna. Una decifrazione del sabba, affresco di tre secoli di raduni notturni, profanazioni, orge sessuali e cerimonie antropofagiche da un capo all’altro d’Europa. Entrambi Adelphi.
Dark+academy+Aristolele
Veniamo al presente. Con salto mortale la classifica propone al primo posto Game of Olympus. Catarsi di Hazel Riley (Sperling&Kupfer): capitolo finale del romance che ha stregato l’Italia e la community di BookTok, con quel titolo aristotelico applicato alla mitologia greca declinata in dark academy. Nessun lamento: è il presente, bellezza. Il romance contemporaneo e il romanzo rosa tradizionale sono parenti stretti, l’uno deriva dall’altro ma è un po’ come confrontare un valzer ottocentesco con una playlist Spotify: struttura profonda identica, mondo circostante irriconoscibile.
Da Jane Austen a Carolina Invernizio e Liala, dalla sarda Hazel Riley alla canadese Elle Kennedy (stabilmente in classifica, e prima nella straniera, con il cofanetto The Campus serie per Newton Compton), la lettrice sa che il legame sentimentale, alla fine, verrà confermato. Una macchina narrativa che funziona da due secoli.
Le differenze, però, esistono. Nel rosa tradizionale le eroine cercavano l’amore come realizzazione dell’identità: matrimonio, famiglia, stabilità. Nel romance contemporaneo le protagoniste hanno una vita autonoma — studiano, lavorano, falliscono, fanno sesso, cambiano città. L’amore non è il premio finale: è uno degli ingredienti della costruzione di sé. La sessualità, un tempo schermata da tende che si chiudevano opportunamente, è diventata materia narrativa esplicita. L’eroe continua a essere bello e forte — certe costanti antropologiche resistono alle rivoluzioni culturali — ma porta con sé traumi, fragilità, dipendenze. L’hockeista di Elle Kennedy e il dio greco di Hazel Riley sono meno lontani dai lettori di quanto fossero i principi azzurri e gli aviatori del Novecento.
Una comunità
La vera rivoluzione, però, è altrove. Il rosa tradizionale era un genere editoriale. Il romance contemporaneo è una comunità. BookTok, Wattpad e Goodreads hanno trasformato la lettura in esperienza collettiva: si seguono personaggi, si discutono finali, si costruiscono fandom. Hazel Riley nasce da Wattpad. È una differenza enorme rispetto all’epoca in cui le lettrici di Liala leggevano sole sul divano.
Per decenni il romanzo rosa è stato trattato con condiscendenza. Un piacere privato, guilty pleasure, spesso femminile, dunque automaticamente sospetto. Oggi il romance è il motore economico dell’editoria internazionale.
La vera ironia è che il mondo letterario continua ad interrogarsi sul futuro della lettura mentre centinaia di migliaia di ragazze divorano romanzi di ottocento pagine in pochi giorni. Forse il romance non ha inventato una nuova forma letteraria. Ha semplicemente ricordato all’editoria una verità piuttosto antica: la più potente tecnologia narrativa mai inventata resta il desiderio di sapere se due persone riusciranno ad amarsi.
Papa Leone primo nella saggistica
Intanto papa Leone XIV è secondo assoluto, primo nella saggistica, con la sua Magnifica Humanitas della Libreria Editrice Vaticana, di cui è uscita un’edizione lungamente introdotta da Antonio Spadaro nella collana delle Idee Feltrinelli. Il papa da Feltrinelli. Con Che Guevara, Foucault, Piketty e Lea Ypi.
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