Come sempre l’evento, tra i più attesi dell’anno, è un palcoscenico che fa chiacchierare. Non solo per le premiazioni: tra rivelazioni, censure e playlist casuali, racconto di una serata ricca di sorprese
Si è conclusa l’83esima edizione dei Golden Globes, dove sono stati consegnati i prestigiosi riconoscimenti della stampa estera assegnati ai film e alle serie tv della stagione. La cerimonia, che ha avuto inizio alle 2 ore italiane al Beverly Center di Los Angeles, è stata presentata da Nikki Glaser. Sul palco si sono alternati tanti presentatori, da George Clooney, Julia Roberts, da Orlando Bloom a Pamela Anderson, da Miley Cyrus a Snoop Dogg.
I primi attori a sfilare sono stati Maura Higgins, Joshua Hong - cantante della band K-Pop Seventeen -, Brittany Snow, Justine Lupe e Wunmi Mosaku. Molti hanno approfittato dell’alta visibilità per fare le proprie rivelazioni come l'attrice di “Sinners”, che ha mostrato lo stato di gravidanza facendo vedere con fierezza la pancia: «Ho deciso di smettere di cercare di camuffare il mio pancione oggi ai Golden Globes, così io e il bambino potremo davvero goderci e vivere appieno questo momento insieme», ha detto.
Chi ha scelto la playlist?
Ciò che più ha lasciato perplesso il pubblico è stata la scelta musicale che ha incorniciato l’intera serata. Molti siti hanno dubitato che il dj avesse inserito una playlist casuale tanto in alcuni momenti era inadeguata. Infatti, il vincitore del premio come miglior attore non protagonista Stellan Skarsgård , 74 anni, si è avvicinato al palco sulle note di "Yeah!" di Usher. Amy Poehler ha vinto il premio come miglior podcast sulle note di "Dynamite" dei BTS. Stranamente, gli attori di Adolescence hanno ritirato il loro ultimo Golden Globe della serata con "24K Magic" di Bruno Mars.
Battute e provocazioni
Nikki Glaser ha sferrato battute taglienti su tutti, anche sui non presenti. Ha avuto da ridire anche sulla CBS News, di proprietà della rete che trasmette i Globes, nella sua serie di insulti. «E il premio per il miglior montaggio va a loro», ha scherzato Glaser. «Sì, Cbs News, il nuovo posto in America dove vedere notizie assurde. Ce ne serviva un altro». Poi ha fatto il giro della stanza, scherzando su tutti, compreso Leonardo Di Caprio per la sua tendenza a uscire con donne più giovani. Il comico ha aggiunto: «Leo, mi dispiace di aver fatto quella battuta, è volgare. Ho cercato di non farlo, ma sai, non sappiamo nient'altro di te, amico. Non c'è nient'altro, apriti».
Siccome è un evento in diretta, tutti sono tenuti a tenere un linguaggio educato ma se qualcosa scappa, più o meno per errore, non si può censurare. Come Snoop Dogg che, presentando la categoria inaugurale del Miglior Podcast, ha detto al pubblico di essere «fatto come un figlio di pu***na in questo momento».
La mittente non è riuscita a censurare neanche il discorso di Erin Doherty, che si è scusata con la mamma, «avevo detto a mia madre che non avrei mai detto f***», e continua «mi dispiace, mamma».
Qualcuno ha declinato l’invito
Michelle Williams, vincitrice del premio come migliore attrice in una miniserie, serie antologica o film per la televisione, non ha potuto partecipare. La rappresentazione limitata dell'opera teatrale Anna Christie a Brooklyn, New York, ci sarà fino al 1° febbraio. Le presentatrici Melissa McCarthy e Kathryn Hahn hanno accettato per lei.
Nel frattempo, la presentatrice Wanda Sykes ha detto che se Ricky Gervais, che non era presente alla cerimonia, avesse vinto il premio per la Miglior Performance in Stand-Up Comedy in televisione, avrebbe accettato a suo nome ringraziando Dio e la comunità trans. Gervais, che ha scelto di non presentarsi, in passato aveva suscitato critiche per le battute transfobiche nei suoi spettacoli di stand-up comedy. Comunque, molti altri sono stati i premi consegnati e ritirati.
Miglior film drammatico e Miglior attrice protagonista in un film drammatico
Due premi per il film “Hamnet – Nel nome del figlio” della regista cinese Chloé Zhao, che ha vinto il titolo di Miglior film drammatico e si è visto assegnato il riconoscimento come Miglior attrice protagonista in un film drammatico all'attrice irlandese Jessie Buckley, che interpreta il ruolo di Agnes, la moglie di William Shakespeare. Per Buckley, che grazie all'interpretazione ha recentemente vinto anche un Critics Choice Award, si è trattato della prima nomination e della prima vittoria ai Golden Globes. Sul palco come produttore esecutivo Steven Spielberg.
Miglior film non in lingua inglese
Due premi anche per il film brasiliano “L'agente segreto” del regista Kleber Mendonça Filho, ambientato durante la dittatura militare in Brasile. Ha infatti ottenuto il riconoscimento sia come Miglior film non in lingua inglese, sia per il Miglior attore protagonista in un film drammatico a Walter Moura, che aveva anche vinto il premio come Miglior attore al Festival di Cannes.
Miglior film d’animazione
Il film d'animazione sudcoreano “KPop Demon Hunters” ha conquistato il titolo di Miglior film d’animazione e ha visto come Miglior canzone originale per un film il brano Golden. Diretto da Maggie Kang e Chris Appelhans, racconta la storia di tre giovani guerriere che, grazie a canti pieni di speranza, creano uno scudo magico alimentato da anime umane per proteggere il mondo dai demoni. Le musiche e i personaggi hanno spopolato sulle piattaforme social, a partire da TikTok, e sono diventate un vero e proprio fenomeno pop.
Miglior risultato al botteghino e Miglior colonna sonora
Il film horror “I peccatori” di Ryan Coogler ha vinto due premi. Due fratelli gemelli (entrambi interpretati da Michael B. Jordan) che tornano nella loro città natale e si ritrovano coinvolti in una vicenda oscura fatta di violenza, colpe, peccato e forze inquietanti. La pellicola ha vinto il titolo di Miglior risultato al cinema e al botteghino e ha visto assegnato il riconoscimento per la Miglior colonna sonora al compositore svedese Ludwig Göransson.
Miglior attore protagonista in un film musical o commedia
Timothée Chalamet, attore statunitense, ha vinto il titolo di Miglior attore protagonista in un film musical o commedia per il film “Marty Supreme”. Ha battuto gli altri candidati George Clooney per “Jay Kelly”, Leonardo DiCaprio per “Una battaglia dopo l'altra”, Ethan Hawke per “Blue Moon”, Lee Byung-Hun per “No Other Choice - Non c'è altra scelta” e Jesse Plemons per “Bugonia”. «Mio padre mi ha instillato uno spirito di gratitudine nel corso della mia crescita», ha commentato.
Miglior attore non protagonista
L'attore svedese Stellan Skarsgård ha vinto il titolo di Miglior attore non protagonista in un film per la pellicola "Sentimental Value” del regista norvegese Joachim Trier, dove interpreta il ruolo di Gustav Borg, un regista che torna a casa dopo aver lasciato le figlie da piccole e che vive una storia incentrata sulla memoria e sul perdono attraverso l'arte. Per Skarsgård si tratta del secondo Golden Globe dopo il premio ricevuto per “Chernobyl”.
Miglior miniserie, miglior attore in una miniserie
Ha trionfato la miniserie Netflix “Adolescence”, che ha vinto i premi per la Miglior miniserie, serie antologica o film per la tv, il Miglior attore in una miniserie, serie antologica o film tv a Stephen Graham (che è anche il co-creatore).
Altri premi per la stessa serie
Miglior attrice non protagonista in una serie tv a Erin Doherty e Miglior attore non protagonista in una serie tv a Owen Cooper (che per il ruolo dell'adolescente problematico Jamie aveva già vinto un Emmy Award e un Critics Choice Award).
Miglior serie tv e miglior attore in serie tv, musica o commedia
Due premi per la serie tv “The Studio”, che ha conquistato il titolo di Miglior serie tv musical o commedia e che ha visto assegnato il riconoscimento per il Miglior attore in una serie tv musical o commedia a Seth Rogen.
Miglior serie tv drammatica e gli attori
Due premi anche per la serie tv The Pitt, che ha conquistato il titolo di Miglior serie tv drammatica e ha visto assegnato il riconoscimento di Miglior attore in una serie tv drammatica a Noah Wyle (che è anche produttore esecutivo). È stata anche rinnovata per la terza stagione: in ogni episodio copre un'ora di un singolo turno di 15 ore del Pronto Soccorso di un centro di traumatologia medica di Pittsburgh.
L'attrice statunitense Rhea Seehorn ha vinto il titolo di Migliore attrice in una serie tv drammatica per la serie tv “Pluribus”. Ha battuto le altre candidate Kathy Bates per “Matlock”, Britt Lower per “Scissione”, Helen Mirren per “MobLand”, Bella Ramsey per “The Last of Us” e Keri Russell per “The Diplomat”.
Miglior attrice in una miniserie
L'attrice statunitense Michelle Williams ha vinto il titolo di Migliore attrice in una miniserie, antologica o film per la tv per la serie tv “Dying for Sex”. Ha battuto le altre candidate Claire Danes per “The Beast in Me”, Rashida Jones per “Black Mirror”, Amanda Seyfried per “Long Bright River: I cieli di Philadelphia”, Sarah Snook per “All Her Fault” e Robin Wright per “The Girlfriend”.
Miglior interpretazione in uno stand-up comedy
Lo speciale “Ricky Gervais: Mortality” del comico britannico ha vinto il titolo di Miglior interpretazione in uno stand-up comedy in televisione. Ha battuto Bill Maher, Brett Goldstein, Kevin Hart, Kumail Nanjiani e Sarah Silverman.
Miglior podcast
Il podcast “Good Hang with Amy Poehler” ha vinto il titolo di Miglior podcast che è una novità dell'edizione. Ha battuto gli altri candidati Armchair Expert, Call Her Daddy, The Mel Robbins Podcast, SmartLess e Up First.
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