È la domanda ricorrente ad ogni festival o evento collettivo, un’inquietudine che continua a emergere: quale ruolo può avere oggi la cultura dentro gli incessanti processi di trasformazioni della società? Il podcast di Momo edizioni nasce dalla volontà viscerale di riaprire uno spazio di confronto collettivo su questo tema
Ad ogni fiera, ad ogni festival, ad ogni libro, biblioteca o evento collettivo sembra emergere sempre più forte una stessa inquietudine, cioè chiederci quale ruolo possa avere oggi il lavoro culturale dentro i continui, incessanti processi di trasformazione della società. Una domanda che torna ogni volta che ci troviamo a discutere di cultura e del suo rapporto con quello che ci succede intorno, è da qui che nasce Trincea, il nuovo podcast ideato e prodotto da Momo edizioni.
Quindi, in un contesto saturo di conflitti e disorientato da tensioni continue, la produzione culturale rischia di ritirarsi dentro le pareti rassicuranti di una bolla separata, uno spazio utilissimo per formulare analisi raffinate sul mondo, ma spesso incapace di trovare gli strumenti per provare a cambiarlo realmente. Trincea nasce esattamente da questa paralisi e dalla volontà viscerale di riaprire uno spazio di confronto collettivo, uno spazio in cui tornare a mettere in discussione anche il modo in cui la cultura viene prodotta e condivisa.
Allegoria
La trincea diventa così l’allegoria di un posto in cui stiamo, un terreno imperfetto, a tratti faticoso e provvisorio in cui ci si ritrova insieme ad altre persone a fare i conti con un contesto che cambia continuamente sotto i nostri piedi. È uno spazio che avanza, arretra o resta fermo, ma nel quale ci si organizza e si discute, si cerca di costruire una chiave di lettura diversa per restituire complessità a ciò che sta succedendo ora, davanti ai nostri occhi.
Stare dentro le contraddizioni senza la necessità di risolverle immediatamente, e magari, è proprio da qui che si può ricominciare.
Questa impostazione trova un riscontro immediato nella scelta dei luoghi e delle pratiche. Per ricominciare dall’ABC, tornare a scuola e ripartire dalle basi, le puntate saranno registrate negli spazi della Scuola Popolare Sciangai di Tor Marancia. È Mattia Tombolini, editore di Momo edizioni, a guidare il dialogo e ad accompagnarlo c’è la partecipazione amichevole di Zerocalcare, mentre la sigla originale è firmata da Giancane.
Le prime quattro puntate affrontano due questioni strettamente legate alle criticità che segnano il nostro tempo, il carcere, la remigrazione, l’egemonia culturale e l’abitare, insieme alle voci di Daria Bignardi, Rancore, Patrizio Gonnella, Bruna Arceri, Antonella Barranca, Maria Garrera ma anche Ascanio Celestini, Sarah Gainsforth ed Emilio Stella.
«Trincea è il luogo in cui ci sentiamo di stare oggi facendo lavoro culturale: uno spazio in cui incontrare persone con cui confrontarsi e provare a ricostruire un immaginario capace di rispondere alle sfide del presente», spiegano gli autori del progetto.
Un podcast, quindi, per rimettere al centro il modo in cui si costruisce e si condivide il discorso culturale. Confrontarsi, mettere in comune strumenti e provare, almeno, a capire cosa sta e ci sta succedendo.
La regia è di Francesco Coppola, il montaggio di Federico Tarsi, la comunicazione a cura di Stormi Studio. La redazione è composta da Gianmarco Mecozzi, Flavia Fazi, Roberto Ranucci, Mattia Tombolini, Zerocalcare e Francesco Coppola. La produzione esecutiva è firmata Dopcast.
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