Tra il 15 settembre e il 15 ottobre, a Roma si voterà per le elezioni comunali in cui sarà scelto il nuovo sindaco della città. Secondo i sondaggi, tutti i principali candidati sono piuttosto vicini e la partita è ancora molto aperta. 

Il favorito è il candidato di centrodestra Enrico Michetti, seguito dal candidato del centrosinistra Roberto Gualtieri e dalla sindaca uscente del Movimento 5 Stelle Virginia Raggi. Anche il candidato indipendente Carlo Calenda è dato a breve distanza. Più lontano invece il candidato della sinistra, l’ex assessore all’Urbanistica Paolo Berdini.

Le coalizioni: candidati e programmi

Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia si sono accordate per candidare Enrico Michetti, 55 anni, avvocato amministrativista e imprenditore. Le sue principali attività sono Gazzetta amministrativa e il Quotidiano della PA, due portali di informazioni utilizzati soprattutto dagli enti locali.

Michetti non si è mai occupato direttamente di politica, ma negli anni ha ricevuto numerosi contratti di consulenza da parte della pubblica amministrazione (alcuni sospettati dall’autorità anti corruzione Anac di essere stati assegnati senza le opportune gare).

Più che per i suoi affari, Michetti è conosciuto a Roma per la sua partecipazione ai programmi di Radio Radio, un emittente locale che si occupa soprattutto di sport, ma che negli ultimi anni è diventata un punto di riferimento per un certo tipo di complotti folkloristici. Lo stesso Michetti si è spesso adeguato a questo stile, ad esempio sostenendo che il Covid-19 fosse una «semplice influenza».

Nonostante le sue passate dichiarazioni controverse, Michetti per il momento ha impostato la sua campagna sui temi tradizionali dell’elettorato moderato e conservatore. «Il decoro è la chiave», ha detto in un’intervista. 

Il Partito democratico e una parte della sinistra romana hanno candidato Roberto Gualtieri, l’ex ministro dell’Economia e vincitore delle primarie di coalizione, che ha vinto con il 64 per cento dei voti. 

Gualtieri ha 54 anni ed è un professore di storia in aspettativa all’università La Sapienza, oltre che un suonatore semi professionista di bossa nova. Dopo essere stato iscritto alla giovanile del Pci e poi ai Ds, è stato uno dei fondatori del Pd, vicino a Massimo D’Alema e alla corrente dei Giovani Turchi.

Tra il 2009 e il 2019 è stato eletto per tre volte al Parlamento europeo, dove è diventato presidente dell’influente commissione per gli affari Economici e monetari (il giornale online Politico.eu lo ha inserito tra gli europarlamentari più influenti della scorsa legislatura). Alla formazione del governo Pd-M5S, Gualtieri ha abbandonato l’europarlamento per diventare ministro dell’Economia nel nuovo governo.

Fino ad oggi, Gualtieri si è presentato soprattutto come un tecnico competente, capace di garantire alla città quegli investimenti perduti, sostiene, a causa dell’incapacità dell’attuale giunta di presentare progetti credibili. In particolare, Gualtieri sostiene che le risorse del Recovery fund, o Pnrr, saranno un importante stimolo per la città. 

La sindaca uscente

Il Movimento 5 Stelle sostiene la sua sindaca uscente, Virginia Raggi, 42 anni. Raggi è stata molto criticata dall’opposizione e sui media, ma secondo i sondaggi gode ancora di un consenso piuttosto elevato. 

Eletta nel 2016 con circa due terzi dei voti al ballottaggio dopo lo scandalo di Mafia Capitale e la cacciata del sindaco Ignazio Marino da parte del suo stesso partito, Raggi non ha molti successi da rivendicare dopo cinque anni di governo della città.

La società del trasporto pubblico Atac è ancora in crisi e la raccolta dei rifiuti continua a essere problematica, non solo nelle zone periferiche ma anche in alcune aree del centro, mentre la pandemia ha colpito duramente una città che negli ultimi anni è diventata sempre più dipendente dal turismo.

Il vantaggio di Raggi è che questi problemi non sono una novità, soprattutto nelle aree periferiche dove alle precedenti elezioni aveva raccolto il grosso del suo consenso. Raggi continua quindi a presentarsi come una candidata in rottura con i precedenti sindaci di centrodestra e centrosinistra la cui missione di cambiamento della città è appena cominciata.

Gli indipendenti: candidati e programmi

L’ex ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, 48 anni, è il principale candidato indipendente, oltre che il primo ad ufficializzare la sua candidatura lo scorso ottobre. Proveniente da una famiglia di registi e diplomatici, Calenda è stato manager in Ferrari e in Confindustria ed è entrato in politica con Luca Cordero di Montezemolo e Mario Monti. Entrato nel Pd nel 2018, ha lasciato il partito un anno dopo per fondare il suo movimento, Azione.

All’inizio della sua campagna per Roma, Calenda puntava a diventare il candidato del centrosinistra, ma le trattative con il Pd sono fallite e l’ex ministro ha deciso di proseguire la sua corsa da solo.

Uno dei temi principali della sua campagna elettorale è la contrapposizione alla sindaca Raggi e alla sua amministrazione. Come Gualtieri, anche Calenda si presenta come un tecnico, o meglio: un manager in grado di risolvere i problemi della città grazie alla sua competenza.

Ultimamente, mentre l'alleanza con il centrosinistra si allontanava sempre di più, Calenda ha iniziato a citare con maggior frequenza nei suoi discorsi i temi del decoro urbano, della legalità e della sicurezza.

L’altro indipendente che ha già annunciato la sua candidatura è Paolo Berdini, 73 anni, ingegnere e urbanista, a lungo militante del Pci e poi di Rifondazione comunista. Berdini è stato assessore all’Urbanistica nella regione Lazio tra il 1995 e il 2000 e poi della sindaca Raggi nel 2016. L’esperienza però è durata poco e nel 2017 Berdini si è dimesso in polemica con la sindaca.

Per ora la sua candidatura è quella più a sinistra. I temi chiave di Berdini sono le periferie, il controllo pubblico sui servizi essenziali e i temi ecologici.

Sondaggi

In questo periodo i sondaggi non sono estremamente affidabili e vanno presi con una certa cautela. Le indicazioni che forniscono mostrano che il centrodestra dovrebbe essere in vantaggio al primo turno, con il candidato Michetti dato tra il 30 e il 35 per cento.

Dopo le primarie del centrosinistra, Gualtieri è stabilmente indicato al secondo posto tra il 25 e il 30 per cento.

Virginia Raggi, invece, sarebbe scesa molto. Data regolarmente tra il 20 e il 30 per cento nelle scorse settimane, dopo la vittoria di Gualtieri viene stimata intorno al 15 per cento.

Berdini, infine, deve ancora essere inserito negli ultimi sondaggi, ma la sua area politica di riferimento viene stimata in circa il 5 per cento.

Possibili date

La data finale delle comunali non è ancora stata fissata, ma in base alla legge dovranno tenersi tra il 15 settembre e il 15 ottobre. Tra le date ipotizzate al momento, la più probabile è il 10 ottobre.

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