Dopo oltre un mese la procura generale si è espressa nuovamente a favore della grazia concessa all’ex consigliera regionale condannata per peculato e favoreggiamento della prostituzione. Il caso era stato riaperto dopo un’inchiesta del Fatto Quotidiano: «Notizie non vere», scrive la procuratrice Francesca Nanni
Era atteso per la mattina di oggi, mercoledì 3 giugno, il parere della procura generale di Milano sul caso di Nicole Minetti. L’ex consigliera regionale condannata in via definitiva per favoreggiamento della prostituzione e peculato e poi graziata dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. A seguito di alcune inchieste giornalistiche del Fatto Quotidiano, il capo dello Stato aveva chiesto un supplemento d’indagine e la verifica su quanto scritto dal quotidiano. A distanza di oltre un mese la procura generale ha confermato il parere positivo.
Dagli accertamenti svolti «risulta che i fatti riportati nelle notizie di stampa dalle quali ha tratto origine il presente supplemento di attività non corrispondono al vero e che non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito», si legge in una nota firmata dalla procuratrice generale di Milano Francesca Nanni. Al ministero della Giustizia sono state trasmesse le risultanze delle nuove analisi e dei nuovi approfondimenti. In sostanza, la procura generale conferma il parere positivo alla grazia concessa dal presidente della Repubblica a febbraio. In particolare, viene chiarito che il professionista deceduto in Uruguay in circostanze ritenute «non chiare» non era il legale dei genitori biologici del minore adottato, ma l'avvocato dello stesso bambino, favorevole all'adozione.
Una vicenda scoperta e rivelata da Domani così come l’assenza di una causa legale tra le parti, come emerso dalla lettura della sentenza di adozione.
I genitori naturali, infatti, non si sono costituiti e la madre biologica è sempre risultata irreperibile. Sul decesso del legale, il procuratore della Repubblica uruguaiano avrebbe escluso ipotesi di reato. La relazione evidenzia inoltre che non sono emerse irregolarità nel procedimento di adozione, successivamente riconosciuto in Italia dal Tribunale per i minorenni di Venezia, né risultano segnalazioni di reato, procedimenti pendenti o coinvolgimenti investigativi in Uruguay o in Spagna a carico di Minetti e del compagno Giuseppe Cipriani.
La Procura generale conferma anche il «grave quadro sanitario» del minore, seguito dal Boston Children's Hospital, che richiede la presenza della madre durante controlli e terapie, oltre ai precedenti consulti effettuati presso strutture ospedaliere di Cleveland, New York e in Italia. Verificata inoltre l'attività di volontariato svolta da Minetti e la sua presenza pressoché stabile in Italia dal gennaio 2024 per tutto il 2025, fatta eccezione per brevi rientri in Uruguay.
Smentite infine, sulla base di numerose dichiarazioni raccolte nelle indagini difensive e di testimonianze acquisite dai Carabinieri, le accuse relative alla partecipazione di Minetti a presunte feste con droga e sesso negli ultimi anni, dichiarazioni che erano state rese da una massaggiatrice. Non ci sarà alcuna rogatoria, il caso Minetti per la procura generale finisce qui.
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