Il Pd dice sì, Avs e M5s dicono no. Manca una visione comune sul tema, che emerge anche tra i nostri lettori, interrogati proprio sui possibili compromessi da suggerire alla coalizione
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Le varie anime del campo largo, dal Pd al M5s fino ad Avs, non riesce a trovare una posizione comune sulla guerra in Ucraina e, specialmente, sull’invio di armi – da parte dell’Unione europea – verso il paese guidato da Volodymyr Zelensky. Il tema è sicuramente il più divisivo tra quelli sul tavolo della coalizione: le differenze di vedute tra i diversi partiti appaiono infatti abbastanza inconciliabili.
Da un lato il Partito democratico, con la sua segretaria Elly Schlein, è assolutamente a favore del sostegno militare per difendere Kiev. Dall’altro lato il Movimento 5 stelle e Alleanza Verdi-Sinistra, con i rispettivi leader Giuseppe Conte e la coppia Angelo Bonelli-Nicola Fratoianni, non sono affatto a favore dell’invio di armi all’Ucraina, decisione che anzi viene vista come un ostacolo alla pace.
Questo disaccordo rappresenta uno snodo fondamentale, da risolvere al più presto per stabilizzare la coalizione in vista delle prossime elezioni. Nella nostra newsletter quotidiana Oggi è Domani abbiamo sottoposto ai nostri lettori e alle nostre lettrici l’argomento, chiedendo quale potrebbe essere, secondo loro, un possibile punto di incontro o compromesso sul quale il campo largo potrebbe trovare un’intesa.
Niente accordi
I pareri sono parecchio distanti tra loro. C’è chi pensa che un accordo non sia indispensabile, ricordando che «la destra non ha un accordo e governa da tempo assieme. Ricordo che a Bruxelles una volta Lega votò in un modo, Forza Italia in un altro e Fratelli d'Italia si astenne». Altri lettori commentano in modo ancora più netto: «Nessuno! O si decide di mandare armi o lo si rifiuta». Stesso pensiero sottolineato in un’altra risposta: «Non c'è possibilità di intesa, quindi deve prevalere il partito più grosso» aggiungendo che «deve essere Conte a dover scegliere se continuare a sostenere Vladimir Putin, e correre da solo, o far parte del campo largo accettando le condizioni del Pd».
Visioni differenti
Altre idee raccolte dai lettori sono invece quelle di «fornire solo sistemi di intercettazione per la difesa della popolazione civile», o ancora prediligere «solo aiuti umanitari non militari», sostenendo anche che «l’Ucraina deve cedere tutto il Donbass, non può fare nulla per riconquistarlo». Qualcuno scrive «potrebbero concordare su un sostegno, ma non militare». «Che si limitino agli aiuti alimentari» dice un altro. «L’unica via è quella diplomatica. Far proseguire il conflitto continuando ad armare l’Ucraina favorisce solo i produttori di armi e ne allontana la fine», scrive ancora un nostro abbonato.
Dal lato opposto, c’è chi sostiene l’invio di armi, dicendo che bisognerebbe «puntare sulla escalation diplomatica ma continuare ad aiutare il popolo ucraino. L'aiuto militare dovrebbe essere sostenuto a livello europeo non dai singoli stati».
Stessa linea sostenuta da chi commenta «la Russia NON deve prevalere. L'Europa deve schierarsi apertamente a favore dell'Ucraina». Un lettore fa però notare che «gli aiuti militari devono essere non più fini a sé stessi, ma subordinati all’avvio di serie azioni diplomatiche, proporre tregue finalizzate a scopi umanitari e scambi di prigionieri».
C’è persino chi sostiene che «sia Schlein che Conte dovrebbero lasciare perché non sono all'altezza, bisognerebbe trovare un leader che unisca veramente tutto il centrosinistra» e risolvere così ogni divergenza. Si può dire quindi che, così come nel campo largo, neppure tra i nostri lettori c’è un punto di vista unico e comune.
Gli altri sondaggi
Nel nostro ultimo sondaggio, il tema proposto ai lettori era quello del caro casa, partendo dal caso spagnolo fino ad arrivare alla situazione italiana. Chi ha risposto al sondaggio, ha proposto tra le possibili soluzioni del problema quella di aumentare il numero di alloggi pubblici, o ancora di disincentivare gli affitti brevi, recuperare gli immobili pubblici inutilizzati e anche favorire la costruzione di nuove abitazioni. L’accusa al Governo è stata quella di «strangolare proprietari e inquilini», senza risolvere nulla.
La settimana precedente invece il sondaggio poneva la questione dell’inclusione scolastica. Tra le risposte è emersa la necessità di aumentare le risorse per la formazione degli insegnanti e creare classi più piccole, così da non lasciare nessun bambino indietro.
Rimanendo sul tema, il sondaggio di due settimane fa affrontava ancora l’argomento scolastico. Nel dettaglio, il decreto scuola è stato sottoposto al giudizio dei nostri lettori, e infine valutato negativamente.
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