Vedere sventolato (e riesumato: «Oggi sarebbe qui con noi a combattere battaglie buone» dice Galeazzo Bignami attribuendo una tessera di partito al magistrato ucciso 34 anni fa) il nome di Borsellino in aula come difesa del caso Delmastro e di quelle ormai famigerate chat va oltre ogni immaginazione
A Catania, tra un McDonald’s e un capolinea di autobus, si trova piazza Borsellino. Non molto tempo fa si chiamava piazza Alcalà, e nonostante il significativo cambio di nome, in tanti continuano con ostinazione, per indolenza o altro, a usare la vecchia toponomastica.
È il destino dei monumenti. Quando una persona diventa una targa, un murales sugli scalini del tribunale, il titolo di un premio, una piazza, la storia inevitabilmente si corrode. Restano spesso solo un gruppo di lettere, un nome che vale un altro. «Franco, qual è l’alternativa?» chiede Letizia Battaglia affranta, sigaretta in mano, in una scena de La mafia non è più quella di una volta (uno dei migliori film sull’eredità iconografica e morale di Falcone e Borsellino), dopo aver partecipato con il regista Maresco alla grande manifestazione per la legalità che si tiene a Palermo il 23 maggio, gremita di ragazzi sorridenti e saltellanti, con musica e cartelloni colorati che celebrano i magistrati. «Seri, non ridete» dice la fotografa ai giovani in posa, con evidente disagio di fronte alla forma che ha preso il ricordo di una tragedia.
Qual è l’alternativa? Per chi come me è nato e cresciuto nella complessità della Sicilia dopo il 1992, una risposta giusta non esiste. Basta che se ne parli, basta che si sappia chi erano quelle persone, oltre la fermata di un bus e oltre ai santini, certo. Ma vedere sventolato (e riesumato: «Oggi sarebbe qui con noi a combattere battaglie buone» dice Galeazzo Bignami attribuendo una tessera di partito al magistrato ucciso 34 anni fa) il nome di Paolo Borsellino in aula come argomentazione in difesa del caso Delmastro e di quelle ormai famigerate chat va oltre ogni immaginazione.
Sappiamo che Bignami ha un debole per i travestimenti; avrà scambiato anche l’antimafia, e la memoria di chi ne è stato protagonista, per un costume da sfoggiare quando gli fa comodo.
LE ULTIME PUNTATE DI “NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE”
© Riproduzione riservata