Il nuovo pacchetto Sicurezza, l’ennesimo, è diventato legge. La Camera lo ha approvato con 162 voti a favore, 102 contrari e un astenuto. Salvo poi essere modificato subito dopo con un decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri. «Un vero e proprio gioco delle tre carte», per Riccardo Magi di +Europa, «per sfuggire del tutto al controllo del Parlamento e del Quirinale».

L’esecutivo, alla fine, ha accolto le osservazioni della presidenza della Repubblica scegliendo però di evitare la naturale via parlamentare. Troppo rischioso dover ripassare dal Senato visto che il testo andava convertito entro oggi, pena la decadenza. E così, alla vigilia della festa della Liberazione, i due provvedimenti sono arrivati sul tavolo di Sergio Mattarella, che ha promulgato la legge di conversione e, successivamente, emanato il decreto legge correttivo. I due testi entreranno in vigore contestualmente.

«Un altro passo concreto per rafforzare la tutela dei cittadini, difendere chi indossa la divisa e affermare con chiarezza» che «in Italia la legalità non è negoziabile», ha scritto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sui social. Ma per le opposizioni si tratta solo di propaganda. «Si riempiono la bocca con la parola legalità santificandola, ma aboliscono il reato dell’abuso d’ufficio e indeboliscono le intercettazioni», ha detto in aula Nicola Fratoianni di Avs.

I deputati delle opposizioni hanno garantito una presenza compatta in aula. Si sono iscritti a decine a intervenire per dilungare il più possibile la discussione di una legge che ritengono in sfregio alla Costituzione, «una forzatura istituzionale», le parole della segretaria del Pd Elly Schlein. Dall’altra parte dell’emiciclo i banchi della maggioranza erano semivuoti.

Il diritto di difesa

La norma attenzionata dal Viminale, sul compenso agli avvocati che portano a compimento un rimpatrio volontario, è quindi stata approvata e modificata su tre punti. Nel testo finale, è stato tolto qualsiasi riferimento agli avvocati ed è stata allargata la platea a un generico «rappresentante munito di mandato, che ha fornito assistenza allo straniero» nella procedura di rimpatrio volontario assistito. Il compenso, ora, è riconosciuto indipendentemente dall’esito della pratica, «a conclusione del procedimento».

Oltre ai rilievi del Colle, anche l’intera categoria degli avvocati era in fibrillazione per la norma. Tanto che il Consiglio nazionale forense ha espresso, in una nota, «soddisfazione per il recepimento delle preoccupazioni e dei rilievi espressi sul proprio coinvolgimento». Nel nuovo provvedimento non c’è più nessuna traccia del Cnf, che ha ricordato come la precedente normativa «prevedeva un ruolo dell’istituzione dell’avvocatura che non rientra tra i compiti che la legge le assegna».

È però rimasta un’altra norma che, secondo molti avvocati, mina il diritto di difesa: l’articolo 29, che ha soppresso l’accesso automatico al gratuito patrocinio per i procedimenti diversi dagli espatri volontari.

Con l’allargamento dei beneficiari, la copertura economica inizialmente individuata non era poi sufficiente. Nel decreto approvato in Cdm sono quindi aumentate le risorse, che ammontano a oltre 1,4 milioni di euro per tre anni: 281.055 per il 2026 e «561.495 per ciascuno degli anni 2027 e 2028». Gli aspetti essenziali però verranno definiti in un successivo decreto ministeriale. Un rinvio «a regole che Piantedosi e Meloni scriveranno col favore delle tenebre», ha avvertito Magi, con il rischio «che nessuno possa intervenire». E ora, ha aggiunto, è ancor più indeterminata «la platea dei soggetti beneficiari di questo “premio”».

Per descrivere la controversa operazione che ha portato il governo a salvare il decreto Sicurezza, compresa la norma a rischio incostituzionalità, il deputato Pd Gianni Cuperlo è ricorso al celebre personaggio di Antonio Albanese, Cetto La Qualunque. «Cittadini, popolo sovrano, contribuenti quantunquemente lo si intenda giudicare, questo decreto da me ispirato è grandemente emozionante, in quanto perché finalmente lo Stato ragiona come me. Perché tu, e dico tu, avvocato, arriva il migrante e tu che fai? Lo aiuti? Ma bravo: solidarietà, diritti e umanità. Però, se lo rimandi a casa, immantinente ricevi 615 euro».

Per il personaggio di Albanese rievocato da Cuperlo è «il libero mercato della coscienza» e ricorda: «La vera domanda è sempremente la stessa: ma è legale stare dalla parte della Costituzione? La risposta tu, avvocato, l’hai dentro di te: è un pacchetto vacanze».

Contro al «Parlamento ridotto a mero luogo di ratifica di decisioni assunte prima e altrove», ha detto la dem Chiara Braga, e a un provvedimento considerato repressivo e incostituzionale, le opposizioni nell’emiciclo hanno intonato “Bella Ciao”, celebrando il 25 aprile, la Repubblica e la Costituzione. Nel silenzio della maggioranza. Finché i meloniani hanno sfidato la sinistra cantando all’improvviso l’Inno d’Italia e le opposizioni hanno raccolto l’invito. L’unica assente al coro la Lega. In quello che rimane, per Amnesty, «un giorno buio per la libertà in Italia».

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