Con il controllo di Camera e Senato, il deputato dem Jamie Raskin – che aveva già chiamato il presidente del massimo organismo del calcio a deporre davanti a una commissione – può convocarlo e ottenere i documenti sui suoi rapporti con Trump e la famiglia Kushner. Nel mirino anche la gestione dei fondi Fifa e i possibili scambi di favori con la Casa Bianca
Le elezioni di midterm negli Stati Uniti potrebbero avere conseguenze negative non solamente per Donald Trump, ma anche per il presidente della Fifa Gianni Infantino. Il passaggio di entrambe le camere del Congresso sotto il controllo di una maggioranza democratica espone la relazione tra Infantino, Trump e la famiglia Kushner alle attenzioni della sinistra americana, da tempo interessata ad approfondire la questione.
A fine luglio, il deputato democratico Jamie Raskin aveva inviato una lettera a Infantino per chiamarlo a deporre davanti a una commissione della Camera in merito ai suoi rapporti con Trump. Raskin chiedeva al presidente della Fifa di fornire alla commissione documenti e informazioni utili, oltre a un elenco dei visitatori degli uffici della Fifa a Miami e a New York. Si tratta di due uffici aperti solo di recente dall’organizzazione che governa il calcio internazionale: quello di Miami risale all’agosto 2023, mentre quello a New York è stato inaugurato nel luglio 2025 e ha sede nella Trump Tower. Secondo il New York Times, quest’ultimo è stato preso in affitto per 7 anni a una cifra complessiva di 4 milioni di dollari, ma risulta per lo più inutilizzato.
Le richieste di Raskin della scorsa estate erano state accolte in maniera scomposta da Davis Ingle, uno dei portavoce della Casa Bianca, che aveva definito il deputato democratico «l’idea che una persona stupida ha di una persona intelligente». Infantino non ha mai risposto all’invito di Raskin, ma dopo la vittoria dei Democratici nelle elezioni di metà mandato le cose sono destinate a cambiare. Avendo la maggioranza alla Camera, Raskin può adesso obbligare Infantino a venire a deporre in commissione e a fornire tutta la documentazione richiesta.
Rapporti controversi
I rapporti tra Infantino e Trump fanno discutere da tempo, e durante l’ultimo Mondiale hanno raggiunto un nuovo apice, ben rappresentato dal controverso caso di Folarin Balogun, l’attaccante degli Stati Uniti a cui è stata insolitamente sospesa una squalifica, forse su esplicita richiesta di Trump. Ancora più discusso è stato lo scandalo Fifa Forwards Enterprise (Ffe), il progetto di privatizzazione del Mondiale di calcio in cui era coinvolto Joshua Kushner, il fratello del genero del presidente degli Stati Uniti. Il caso è stato rivelato dal Times appena due giorni dopo la lettera inviata da Raskin a Infantino.
Un mese più tardi era stata la Uefa, la confederazione del calcio europeo, a chiedere la consegna di documenti potenzialmente rilevanti custoditi nell’ufficio di Miami. La Uefa ha accusato Infantino di malversazione, aprendo una causa contro di lui in Svizzera sulla gestione dei fondi della Fifa e sul caso Ffe, che coinvolge dunque ancora una volta le attività dell’organizzazione negli Stati Uniti. A tutto ciò potrebbe sommarsi la situazione del già citato ufficio nella Trump Tower, ritenuto dai critici di Infantino non necessario e particolarmente costoso, anche per via dell’elevata tassazione di New York.
Ci sono poi accuse relative a un uso improprio dei fondi della Fifa per scopi personali. Questa settimana, sempre il New York Times ha scritto che la totalità delle tasse dovute da Infantino al fisco statunitense a causa del suo trasferimento dalla Svizzera alla Florida sono state finora coperte dalla FIFA stessa.
Scambi di favori
Infine, il capo del calcio globale rischia anche un’indagine di natura penale negli Stati Uniti, a causa di quanto riportato martedì da Domani e confermato anche dal New York Post e dal Telegraph. Negli ultimi due anni Infantino e sua moglie hanno impiegato, presso la loro casa di Miami, una domestica nicaraguense senza regolari documenti, per di più registrandola come dipendente della Fifa. Queste circostanze potrebbero configurare violazioni fiscali, del diritto del lavoro e delle leggi sull’immigrazione.
L’indagine del deputato Raskin mira a portare alla luce ulteriori dettagli scomodi della relazione tra Infantino e Trump, in particolare attorno all’assegnazione del controverso Premio per la pace che la Fifa ha assegnato al presidente degli Stati Uniti lo scorso dicembre. Secondo gli accusatori di Infantino, farebbe parte di una serie di scambi di favori con Trump, anche se non è al momento chiaro cosa Infantino avrebbe eventualmente ottenuto in cambio.
Nel frattempo, il 18 novembre scadrà il termine per presentare le candidature alla presidenza della Fifa, in vista dell’elezione che si svolgerà il 18 marzo 2027, in occasione del Congresso dell’organizzazione a Rabat, in Marocco. Al momento, Gianni Infantino è l’unico candidato.
© Riproduzione riservata