Il secondo weekend di proteste si è concluso e le tensioni nelle piazze italiane non sono mancate. Dopo l'ennesimo decreto Sicurezza e il dispiegamento di 500 militari a Milano il governo Meloni ha scelto di prevenire ogni complicazione agendo tramite centinaia di identificazioni nelle strade e perquisizioni. Sono misure prese dall'esecutivo che si aggiungono a quelle degli ultimi giorni, che hanno contribuito a creare un clima di terrore tra i commercianti nell'attesa del weekend. Nella mattina di sabato 24 ottobre, a Milano, due studentesse incensurate e maggiorenni hanno ricevuto una perquisizione domiciliare da parte delle Forze dell'ordine senza alcun mandato, un'ispezione che si è risolta in un nulla di fatto.

Oltre 150 perquisizioni tra Milano e altre città della Lombardia sono state effettuate dopo la scoperta da parte della polizia di Monza di una chat.

A Roma l'attenzione si è concentrata su giovani e giovanissimi: gli agenti della Polizia e della Guardia di Finanza hanno avviato controlli a tappeto, diretti in particolar modo ai gruppi di ragazzi. I giovani identificati sono più di 200 e poco più di sessanta persone sono stati portati in questura dopo i controlli preventivi. Il bilancio della giornata è di nove arresti, 87 denunce e 371 persone accompagnate negli uffici di polizia, tra cui 110 minorenni. È il bilancio delle manifestazioni di oggi in tutta Italia, diffuso dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza. Oltre 4.200 le persone identificate.

La giornata

Prima del tardo pomeriggio, in realtà, la situazione non ha visto nessuna particolare escalation. A giocare un ruolo fondamentale è stata l'identificazione di Youssef Siher, ritenuto la mente della pagina Instagram "Movimento 17 ottobre" e ora indagato per istigazione a delinquere aggravata da finalità di terrorismo. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha commentato la vicenda affermando che «non saranno possibili zone franche e la risposta dello Stato sarà immediata contro chiunque pensa di poter organizzare aggressioni e rivolte credendo di riuscire a nascondersi dietro un passamontagna o l'anonimato dei social». Le piazze precedentemente convocate erano state annullate dallo stesso M1710 rimandando a un altro appuntamento: «Le piazze annunciate per sabato sono annullate. Alle 14.30 in punto, in ogni città, comunicheremo tre concentramenti. Tre punti distinti per città, resi noti solo mezz’ora prima. Alle 15.30, comunicheremo la piazza finale». Ma dal movimento non è arrivata nessuna notizia se non per Bologna e Firenze e questo ha portato a una protesta "sospesa" e in attesa, lasciando disorientati migliaia di ragazzi in tutto il paese.

La mobilitazione a Roma

Nella Capitale era comunque prevista una manifestazione "antimperialista" e contro la guerra che partiva da Piazza della Repubblica per arrivare a via dei Fori Imperiali. I manifestanti senza una direzione precisa si sono aggregati tutti qui, raggiungendo successivamente l'area archeologica del Colosseo dove sono entrati. Dopo attimi di grande tensione con la polizia in tenuta antisommossa, alcuni giovani hanno tentato di entrare dentro il monumento. A Largo di Santa Susanna i manifestanti hanno tentato di sfondare il cordone di sicurezza degli agenti, che hanno risposto azionando gli idranti.

Due cortei riuniti a Milano
 

A Milano la manifestazione è partita da piazza Leonardo da Vinci con circa 500 persone al seguito, che sono aumentate progressivamente mentre il corteo si dirigeva verso il centro, arrivando a contare alcune migliaia di partecipanti. Un altro corteo spontaneo, partito da via Lanza, si è poi ricongiunto con gli altri manifestanti.  Dopo la notizia del fermo di Siher, un gruppo di ragazzi si è recato davanti la questura di Milano. «Non ci appartiene alcun movimento politico, alcun partito politico, siamo solamente ragazzi che lottano per un futuro migliore per tutti», ha detto uno dei ragazzi presenti.

La lunga giornata torinese

Gli attriti si sono verificati anche a Torino, all'altezza del ponte Mosca. Dopo che i manifestanti del corteo contro il riarmo hanno lanciato razzi e bottiglie contro gli agenti, la risposta è stata eseguita con un fitto lancio di lacrimogeni.

A Bologna 9 interventi del 118

A Bologna, in via Marconi, la polizia ha respinto violentemente i manifestanti, ferendo una giovane, portata via in ambulanza. Sono nove in totale gli interventi del 118. Gli scontri sono continuati con l'uso dell'idrante da parte della Polizia dopo il lancio di petardi e pietre da parte dei giovani manifestanti. Il corteo ha proseguito verso via Riva di Reno, dove un gruppo di cittadini ha formato un cordone per frapporsi tra i due schieramenti ed evitare ulteriori disordini.

A Firenze corteo bloccato sul ponte Santa Trinità

A Firenze la protesta ha cercato di raggiungere via Tornabuoni, cuore del centro e del lusso, ma è stata bloccata sul ponte Santa Trinità dalla polizia. Nonostante i ripetuti scontri che hanno visto il lancio di alcuni oggetti da parte dei partecipanti e alcune manganellate da parte degli agenti, la situazione non sembra essere deflagrata in gravi disordini per l'ordine pubblico.

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