Siccome nelle nostre interazioni abbiamo raggiunto collettivamente la tenuta emotiva della Regina di Cuori di Alice nel Paese delle Meraviglie, credo sia arrivato il momento di fornire uno strumento utile per rasserenare gli animi. Ecco quindi una mappa sull’utilizzo consigliato degli strumenti di comunicazione digitale più diffusi. Non tratto le telefonate perché il nostro ideale di comunicazione è lasciare bigliettini ai maggiordomi dei nostri amici e inviarci lunghi monologhi.

Mail

Anche i sassi hanno una mail. Magari non la mail di quando avevi tredici anni, quelle mail tipo “SuperSayan9000” chiocciola servizio che andava di moda prima che Gianni Sperti cadesse ad Amici. A meno che tu non sia un soporifero personaggio di Sally Rooney che ci riversa i monologhi, la mail devi usarla esclusivamente per le seguenti evenienze: lavoro, comunicazioni del condominio, riscattare sconti, recuperare l’accesso ad altri sistemi. La mail ha il potere dell’archiviazione, che ti serve quando in una faccenda che potrebbe essere agilmente risolta a ceffoni nel parcheggio dell’ufficio hai bisogno di giocarti il +4: «Ti inoltro nuovamente la mail che include le informazioni che mi stai chiedendo». Usi impropri della mail: uno, come svuotatasche del cervello («Te lo scrivo altrimenti mi dimentico») due, come cartella di file («Ti scrivo in corpo mail il brief»). Dai retta a me, tu il brief lo mandi in un documento in allegato senza dare subito l’accesso alle persone che dovrebbero lavorarci, così capisci chi è che ti sta impaccando di balle sullo status di progetto dicendoti «sì sì ho quasi finito» quando non ti ha mai nemmeno chiesto l’accesso al file. Se sei dal lato di chi riceve il suddetto brief sei autorizzato a chiedere questo famoso accesso via chat, sbuffando poi in una ulteriore chat parallela con i tuoi amichetti dell’ufficio («Minchia ma ce la fa a dare l’accesso senza che vada chiesto»). Sulla lunghezza delle mail ho elaborato una teoria di cui parlo nel mio show a teatro, quindi non sarò così scema da dirla adesso. Venite a sentirla dal palco.

Chat del lavoro

Qualunque messaggio che non sia «Caffè?» o «Ti prego corri a vedere cosa ha scritto Graziella dell’amministrazione» è inadeguato. La chat serve per richiamare l’attenzione. Se nascono delle conversazioni strutturate sono accatastabili come flirt.

Messaggistica istantanea in forma scritta

Per appuntamenti, indicazioni geografiche, annunci di ritardi, confidenze con amici stretti. Non adatta per: liti, invio di allegati di grosse dimensioni, informazioni lavorative che richiedono testimoni in cc. I messaggi lavorativi inviati al numero personale sono la droga di transizione dell’abuso di potere. Cominci rispondendo ingenuamente al tuo capo che sì, domani ci sei, e finisci per mandare lunghe spiegazioni su come trovare un certo file mentre sei in viaggio di nozze in Giappone a un orario plausibile solo se di lavoro fai il dj. Suggerimenti per la forma: se vuoi far trasparire nonchalance, meglio pochi messaggi brevi. Il muro di testo indica eccessivo attaccamento e toglie leva di negoziazione.

Messaggistica istantanea in forma scritta di gruppo

Quando scrivi, fallo come se chiunque fra i tuoi contatti potesse finire in qualche storiaccia e la vostra chat “Le Superchicche” screenshottata e pubblicata a tutto schermo in un programma del pomeriggio. Quando leggi, ricorda che il messaggio romantico che ti è arrivato è stato peer reviewed dall’intera chat di gruppo del mittente, che risulta primo autore, e che questo gruppo di lavoro revisionerà anche la tua risposta. Pratiche sconsigliate: la mitragliata di auguri tutti uguali e lo spargimento di panico («Mamme scusate ma per matematica domani serve la matita rossa e il quaderno ocra o la matita ocra e il quaderno rosso?»).

Messaggistica istantanea in forma scritta di gruppo (“foto e immagini”)

Il bullismo che è stato inflitto a mamme e zie che mandavano i buongiornissimi con Titti pieni di glitter è vergognoso. Che fine hanno fatto i Valori? Se una donna ha dovuto reagire con entusiasmo ai tuoi schifosi lavoretti di pasta di sale tu hai il dovere morale di mettere un cuore ai suoi buongiornissimi. Lei si è presa il tempo di inoltrarti un pensierino un attimo prima di dare la quotidiana passata di candeggina al bagno, tu fai il favore di trovare un momento per mettere un cuore. E se hai già visto il video che ti ha inoltrato tuo padre tu lo riguardi, rispondi «Grande!».

Per tutta la vita i tuoi genitori ti hanno visto annunciare le più raccapriccianti banalità come se fossero scoperte tue, è ora di crescere e prendere questo testimone. Per i gruppi di amici ecco le regole per le immagini di minori: se mandi la foto di un neonato aggiungi il nome e una specifica perché i neonati sono indistinguibili gli uni dagli altri. «Aurora vestita da coccinella». Da più grandi vige la forma soggetto-verbo-complemento «Enea assaggia il limone», «Ulisse insegue un gatto». Serve perché i nomi dei bambini, degli anziani e dei cani stanno diventando sovrapponibili. Se mandi una foto corredata da “Dante” dalla notifica non abbiamo elementi per capire se l’immagine rappresenti un neonato che si spalma il purè sui capelli o un Labrador che sbrana una pantofola o un anziano che saluta. Se non hai voglia di scrivere una piccola didascalia hai una chiara indicazione dell’interesse che può suscitare quell’immagine, e sai quindi che è riservata a una cerchia più ristretta di parenti.

Messaggistica istantanea in forma vocale

«Ho mai tenuto la porta del bagno a questa persona?» Se la risposta è “Sì” allora puoi mandarle un messaggio vocale. In tutti gli altri casi bisogna presentare certificato attestante fratture di entrambi gli arti superiori. Il momento in cui ascolti i vocali dei tuoi amici è come quello in cui le signorine nei romanzi di Jane Austen smaltivano la corrispondenza, una routine affettuosa.

Come per le immagini, serve un testo click-bait che faccia capire la rilevanza del contenuto (esempio: «Cinque motivi per cui il tuo ex è un coglione»), e, mi raccomando, non usare mai i vocali per dare indicazioni stradali o accordarsi su orari e appuntamenti. Verba aggiorna sul gossip, scripta permette di impostare rapidamente Maps.

Fondamentale non offendersi se gli altri ascoltano il tuo vocale al doppio della velocità (basta con le teorie lacrimose sulla mollezza dei costumi e sul fatto che non abbiamo più tempo per le relazioni). La gente non ha tutta la giornata per noi. Non metto un limite di tempo ai vocali, perché se è una bella storia sono pronta a sei minuti di monologo, ma dobbiamo accettare che non tutti siano bravi a raccontare. Mi spiace. Sapete che è così. Se hanno inventato sia la funzione x2 che la funzione “trascrizione” è per un motivo, e mentre leggi ti è balenata in mente almeno una faccia che rappresenta benissimo quel motivo. Se fai mille deviazioni prima di arrivare al punto e non sei intenzionato a migliorare il tuo stile abbi almeno la compiacenza di permettere agli altri di sottrarsi il prima possibile alle tue derapate in side quest accessorie. Ultimo requisito è la qualità audio: va bene non prenotare uno studio di registrazione per i vocali, ma se registri in auto mentre guidi e mastichi le cuffie potremmo chiederti di riassumere il tuo messaggio in un PowerPoint non appena ti fermi.

Messaggistica istantanea in forma vocale di gruppo

Si può fare solo se ti sei esercitato a chiudere i discorsi. Se riprendi ciclicamente lo stesso concetto senza atterrare, come un aereo che arriva in un aeroporto con la nebbia poniamo Firenze e sta per essere dirottato per esempio a Bologna condannando chi ascolta a un lungo viaggio in autobus sostitutivo per ritornare sul tema principale… Riconsidera la tua scelta e scrivi.

Messaggi privati di reel e TikTok

La base dell’amicizia. Ogni amicizia adulta ha l’aspetto di un unico flusso interminabile di video che rappresentano reati o diagnosi corredati da «amo, noi».


© Riproduzione riservata