Il piano di riarmo europeo sembra già un tormentone, mentre la Casa Bianca incassa le critiche di Katy Perry per un video di propaganda sull’Iran sulla colonna sonora di Firework e l’Idf usa un remix di Danza Kuduro per i video dei bombardamenti: è la pop-izzazione dei conflitti
Safe – and sound, dicono gli anglofoni –, il piano di riarmo europeo è già un tormentone. Il nome sembra voler infondere chiarezza negli intenti, sfruttando il successo di una hit internazionale, la sicurezza, che sta bene un po’ con tutto, dalle strade alla trincea passando per la legittima difesa, e che punta sulla incontestabilità del più classico dei leitmotiv, si vis pacem. Il seguito lo conosciamo tutti, come il ritornello di Vamos a la playa.
Guerra pop-izzata
Per quanto riguarda il sound, restando nella metafora sonora, la faccenda si fa interessante. «Sono profondamente inorridita e arrabbiata nel vedere Firework usata sul profilo TikTok della Casa Bianca come colonna sonora di un attacco militare» scrive Katy Perry: il video a cui fa riferimento è quello di un raid statunitense contro l’Iran.
Non è la prima volta che un artista si dissocia dall’uso indebito delle proprie canzoni in forma di balsamo postmoderno e post ironico per le violenze del governo trumpiano. Olivia Rodrigo, i Radiohead, gli MGMT e Ariana Grande hanno tutti in comune il fatto di aver chiesto la rimozione della loro musica dai video dell’Ice, mentre la lista dei cantanti che hanno fatto richieste simili contro il tycoon è così lunga da avere una pagina Wikipedia dedicata.
E non è una prerogativa solo statunitense, visto che non troppo tempo fa anche l’Idf aveva cavalcato questo trend della pop-izzazione bellica, con bombardamenti al ritmo di Danza Kuduro versione remix. Potrebbe essere questo l’elemento mancante al nostro dibattito, la lacuna culturale che genera tentennamenti e incertezze nel governo rispetto al rimpinguare o meno la cassetta degli attrezzi militari. Non abbiamo trovato il mood giusto, la playlist da abbinare alla guerra. Tornando ai Righeira: «Sto diventando grande, lo sai che non mi va», 14,9 miliardi per il para bellum non sono mica una paghetta da ragazzini.
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