In Georgia Keisha Lance Bottoms ha battuto il repubblicano Rick Jackson. In Ohio, Amy Acton ha superato il rivale conservatore Vivek Ramaswamy. Amy Klobuchar è attualmente in svantaggio contro Lisa Demuth in Minnesota. Testa a testa in Tennessee fra la senatrice repubblicana Marsha Blackburn e la dem Jerri Green. Gina Hinojosa conquista il Texas. Quello del voto e della partecipazione delle donne rimane un campo di battaglia per democratici e repubblicani.
Nel 2019, al discorso sullo stato dell’unione, Donald Trump si era ritrovato davanti una schiera di deputate e senatrici democratiche vestite di bianco: era già successo nel 2017, ma questa volta a indossare il colore simbolo delle suffragette – e per estensione della difesa dei diritti delle donne – c’erano più persone.
Nel 2018, le midterm del primo mandato di Trump avevano infatti visto un numero record (per allora) di candidate e soprattutto di donne elette al Congresso. Era stata l’elezione in cui per i dem era approdata alla Camera Alexandria Ocasio-Cortez come più giovane donna mai eletta al Congresso, insieme alle prime musulmane Rashida Tlaib e Ilhan Omar e alle prime native Deb Haaland e Sharice Davids. Era stata l’elezione in cui anche il GOP aveva visto diversi primati femminili. Il numero di deputate e senatrici era cresciuto ancora nel 2020 e nel 2022, per poi subire invece una lievissima flessione nel 2024.
Nelle midterm del 2026 gli elettori di quattro stati hanno avuto la possibilità di eleggere le loro prime governatrici: in Georgia, la dem Keisha Lance Bottoms ha battuto il repubblicano Rick Jackson. In Ohio, Amy Acton ha superato il rivale conservatore Vivek Ramaswamy, l’imprenditore già candidato alle primarie del GOP nel 2024. In Minnesota e in Tennessee, entrambi i partiti hanno delle candidate: nel primo stato, Amy Klobuchar, la senatrice moderata che aveva corso alle primarie del 2020 è attualmente in svantaggio rispetto alla speaker della Camera dei deputati del Minnesota, la repubblicana Lisa Demuth. Nel secondo, la senatrice repubblicana Marsha Blackburn sta combattendo un testa a testa contro la dem Jerri Green. A tutto questo va aggiunta la vittoria di Gina Hinojosa in Texas contro il governatore uscente repubblicano Greg Abbott. Vittoria che consente ai democratici di ottenere una storica doppietta visto il successo di James Talarico al Senato.
Trump e le donne
È un decennio che per le campagne elettorali di Trump le donne sono un tema: non tanto e non solo come elettorato, quanto per via di una lunga serie di controversie. L’audio del «grab them by the p*ssy» nel 2016, la grande marcia delle femministe nel gennaio del 2017 dopo la sua elezione, le accuse di stupro di E. Jean Carroll (che il presidente degli Stati Uniti ha dovuto risarcire con 5,6 milioni di dollari dopo una causa civile), il rapporti con Jeffrey Epstein che hanno creato una faglia anche nel suo partito, le donne democratiche definite gattare zitelle senza figli dal suo vicepresidente JD Vance.
Misurare quanto tutto questo abbia pesato in termini elettorali è difficile. Va tra l’altro ricordato che in entrambe le elezioni vinte da Trump, nel 2016 contro Hillary Clinton e nel 2024 contro Kamala Harris, pur non ottenendo la maggioranza del voto femminile, ha vinto tra le donne bianche.
Nelle midterm
In tema di parità di genere e di violenza, in Ohio non ha pesato il caso dello spot di Vivek Ramaswamy contro la candidata dem Amy Acton. Nelle scorse settimane ha infatti generato grande indignazione la scelta del repubblicano, di includere in uno spot elettorale Donna Arthur, la madre naturale di Acton, con cui la dottoressa democratica aveva da lungo tempo tagliato tutti i rapporti: nel 1978 il patrigno di Amy Acton era stato incriminato per aver abusato di lei (all’epoca 12enne). Donna Arthur aveva difeso il marito, che Acton ha raccontato essere fuggito ed essere morto nel 2004 senza mai andare a processo.
La scelta di Ramaswamy di dare la parola ad Arthur era stata criticata anche da diversi esponenti repubblicani, come il governatore dell’Ohio, Mike DeWine. Ma in sua difesa è accorso il vicepresidente JD Vance (già senatore dell’Ohio). Durante un evento elettorale per Ramaswamy, Vance si è rivolto ai compagni di partito dicendo: «Sarò onesto, se lo spot fosse appropriato o no non è di mio interesse. La politica è un mestiere dura. Il mio messaggio ai miei compagni di partito è che se davvero credete nelle cose in cui dite di credere, smettete di piagnucolare per uno spot e andate a vincere questa elezione tra 13 giorni».
Sempre in Ohio, un altro caso ha coinvolto un deputato molto vicino all’ala trumpiana del partito, Max Miller. Miller, che corre per un nuovo mandato come rappresentante del settimo distretto dello stato (zona a forte trazione repubblicana), è stato accusato di violenza domestica dall’ex moglie, Emily Moreno, figlia del senatore del GOP dell’Ohio Bernie Moreno. Il caso ha generato ampia attenzione mediatica e Moreno si è esposto dicendo che Miller non dovrebbe essere eletto. Miller è comunque rimasto sulla scheda elettorale, sfidato dal democratico Brian Poindexter.
Esito diverso avevano invece avuto le accuse di stupro contro il candidato dem al Senato per il Maine, il progressista Graham Platner. Ex militare, Platner aveva vinto le primarie democratiche con una piattaforma di sinistra anti establishment (nonostante fossero riemersi suoi commenti sessisti da Reddit e fosse stato reso noto che avesse un tatuaggio che ricordava un simbolo usato dalle SS). A luglio ha sospeso la sua campagna, su pressione dei suoi sostenitori nell’ala più progressista del partito che hanno ritirato i loro endorsement. Nei giorni precedenti c’era stata una serie di rivelazioni sui suoi rapporti passati e su Politico una sua ex lo aveva accusato di violenza sessuale. Al suo posto è subentrato Troy Jackson.
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