Disuguaglianze

BRACCIANTI ALL’ultimo posto della catena alimentare

Le disuguaglianze riforniscono il banco del supermercato

Le poche grandi società di vendita al dettaglio dettano legge in modo autoritario. Con il loro potere di acquisto stabiliscono il valore di un prodotto e in questo modo ne determinano pesantemente le caratteristiche e i costi di produzione. Se una conserva di pomodoro venduta al supermercato costa un euro, la distribuzione ne incassa 83 centesimi, all’industria che l’ha inscatolata vanno 10 centesimi, mentre per chi fa crescere i pomodori non restano che sette centesimi. E qui si arriva all’anello debole di tutta la catena produttiva: i braccianti agricoli. Tutt’altro che sostenibili sono le loro condizioni di lavoro, ma certo funzionali al mantenimento di quel sistema sperequato

la crisi silenziosa dei bianchi americani

I morti di disperazione: quanto uccide l’overdose di disuguaglianza

Anne Case e il premio Nobel Angus Deaton hanno scoperto il male oscuro che sta sterminando gli americani bianchi, poco istruiti e colpiti dalla globalizzazione. Soffono di più, si ammalano e infine muoiono, non soltanto per suicidio. E non è soltanto colpa degli oppioidi. Il loro libro esce finalmente anche in Italia

L’ÉLITE NON BASTA

L’università è il mezzo per abbattere le disuguaglianze

Nella consapevolezza del valore culturale, economico e sociale dell’apertura internazionale, gli atenei hanno, tra l’altro, la funzione specifica di collegare i sistemi territoriali in cui operano con le reti globali di creazione e circolazione delle conoscenze. Per questo, affinché nessuno “rimanga indietro”, la direzione non può essere quella di concentrare le risorse su poche università “di eccellenza”