Gianni Casalini pur non assumendosi responsabilità dirette per quanto era avvenuto il 25 aprile 1969 a Milano, ha arricchito il quadro d'accusa nei confronti della cellula padovana in relazione agli attentati avvenuti quel giorno, raccontando che Franco Freda, in un contesto molto ristretto e quindi di piena affidabilità reciproca, aveva rivendicato a sé e a qualche altra persona del gruppo veneto il "merito" di aver commesso tali due attentati
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