Pripyat, la città fantasma a pochi chilometri dalla centrale nucleare del maggiore disastro radioattivo della storia, è oggi un paesaggio sospeso tra una rovina dietro l’altra: la vegetazione che inghiottisce gli edifici, territori ancora contaminati sono stati progressivamente riconquistati dalla natura. Dall’inizio della guerra l’area è nel mirino dei droni russi