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E Cosa Nostra scende direttamente in politica, per una “Sicilia Libera”

Bagarella pensa che i politici hanno preso in giro suo cognato Totò Riina, non stando ai patti e “tradendo” Cosa Nostra. Allora decide di creare un un partito che corrisponda alle esigenze dell’organizzazione. È un'idea che viene formalmente appoggiata anche da altri in seno a Cosa Nostra, ma che poi, all'improvviso, viene abbandonata. Il movimento di Bagarella è una sorta di piccola Lega siciliana che rappresenta il primo e forse unico esperimento della partecipazione diretta nelle istituzioni degli uomini d’onore. Le liste di Sicilia Libera compaiono nelle elezioni provinciali del 1993 e non vanno proprio male

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