Il linguaggio comune e tecnico, si legge nel ddl presentato da Valente (Pd), è ancora incapace di rappresentare adeguatamente le donne e, dunque, di dare piena applicazione al principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione. Occorre «far uscire le donne dall’invisibilità che ci perseguita in tanti ambiti», ha detto Rosanna Oliva de Conciliis, giurista e presidente di Rete per la parità