Europa

maga-sconfitta

L’altra sfida di Magyar all’autocrate caduto: «Niente fondi ai think tank orbaniani»

Dopo il trionfo elettorale, il leader di Tisza rilancia: «Strutture come MCC ed eventi come Cpac si finanzino da soli. Confondere finanziamenti pubblici con attività di partito è stato criminale». Il futuro premier rende più difficile al predecessore rilanciarsi in futuro, salvo Maga-soccorsi

«orizzonte eurozona»

L’Europa secondo Magyar: riavere i fondi Ue, fare «compromessi» e rilanciare Visegrad

Dopo il trionfo, il futuro premier incontra la stampa internazionale. «La mia priorità? Sbloccare i soldi europei rimasti congelati» e «influire» in Europa centrale. Niente illusioni di federalismo europeo, «linea dura» sui migranti, opt out ungherese sul prestito a Kiev, «cooperazione pragmatica» col Cremlino e molto altro che evoca la linea fidesziana. Meloni? «Ha fatto cose fantastiche, vorrei incontrarla»

l’intervista

Zan: «Il voto in Ungheria parla a Meloni che, come Orbán, cerca di indebolire l’Italia e l’Europa»

Alessandro Zan, eurodeputato italiano, ha partecipato nel 2025 al Pride di Budapest vietato dal governo Orbán, esperienza che considera emblematica del restringimento degli spazi democratici nel paese. Alla luce della recente sconfitta del premier ungherese, legge il risultato come un possibile segnale politico più ampio: «I sistemi costruiti per restare al potere possono essere messi in discussione quando cresce la partecipazione e si rafforza la società civile»

Deutsche vita

Perché AfD è molto sexy per i giovani elettori (maschi)