«La possibilità di poter essere la causa di conseguenze penali o finanziarie per qualcuno che ci è vicino, o che anche solo interagisce con noi, non ci permette altre scelte», dicono gli attivisti del gruppo sottoposto a sanzioni per terrorismo internazionale. E auspicano: «Forse la nostra fine può trasformare la situazione in un problema di tutti e non in un problema di qualcuno, o peggio di nessuno»