Il promotore di giustizia di allora, Alessandro Diddi, non avrebbe «depositato integralmente il fascicolo istruttorio» e avrebbe «depositato documenti parzialmente coperti da omissis». Inoltre, anche la mancata pubblicazioni di alcuni Rescripta del papa avrebbero «inciso sulla legittimità di alcuni atti istruttori adottati sulla base dello stesso»