Ezio, malato di Sla, aveva 69 anni quando si è tolto la vita in un garage perché non voleva vivere attaccato a un respiratore artificiale. Non era a conoscenza degli strumenti legali per evitare sofferenze inutili, come i percorsi palliativi con sedazione profonda o l’aiuto medico alla morte volontaria da parte dell’Asl. La moglie Caterina: «Perché spesso nemmeno i medici conoscono o comunicano le possibilità previste dalla legge?»