VideoFattiFigc, Abete: "Candidatura depositata, ma ora discutiamo dei problemi del calcio"
Era nell'aria da settimane, adesso è ufficiale. A sfidarsi per lo scranno di presidente della Figc, dopo le dimissioni di Gabriele Gravina nel day after della terza mancata qualificazione di fila della nazionale italiana ai Mondiali di calcio, saranno l'ex presidente del Coni Giovanni Malagò e il presidente della Lega nazionale dilettanti Giancarlo Abete. Oggi, 13 maggio, scadeva infatti il termine per la presentazione delle candidature. Se l'ufficialità di Malagò era arrivata già nella serata di martedì 12 maggio, Abete ha sciolto le riserve solo poco fa.
"Ora la candidatura è formalmente depositata. Comincia una campagna elettorale lunghissima, quaranta giorni sono molti per discutere dei problemi del calcio. Sono un'espressione di una continuità anche significativa all'interno del mondo della federazione, che non è basata sui poteri forti, ma su un certo tipo di coerenza e certi tipi di comportamento. Sono sereno e fiducioso. La candidatura c'è ed è formalmente presentata", ha spiegato Abete all'ingresso del Consiglio federale. "Il rischio del mondo del calcio non è il livello qualitativo delle persone - e non c'è bisogno che io dica il livello di Malagò - ma che si individui le persone e non i programmi condivisi", ha aggiunto. "La Lega Pro non si è ancora espressa? Ha posto un problema di metodo, quello di parlare di contenuti".
"La presunta ineleggibilità di Malagò? Non ho approfondito perché non è una questione di mia competenza. Il mio confronto è sul versante della politica sportiva. Sono un cittadino e come cittadino ho il dovere di rispettare le leggi ma non è problema che compete alle mie responsabilità", ha concluso.
In vista delle elezioni del 22 giugno, Malagò (candidato della Lega di A) ha già ricevuto l'endorsement delle componenti tecniche, Aic ed Aiac, e della Lega B. "È una gara che si evolve andando a confrontarsi sull'attività che si svolgerà - ha detto Abete rispondendo a una domanda sul netto vantaggio di Malagò - Il rischio del mondo del calcio, al di là della qualità delle persone che si candidano, è che in qualche modo individui le persone e non dei programmi condivisi. Ritirarmi in corsa? Non è qualcosa che prendo in considerazione".