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Nepal, la sopravvissuta: "Un boato immenso, una nube marrone e la fuga"

«Ho ancora quel boato nelle orecchie». Valentina Piccinini, italiana sopravvissuta all’alluvione in Nepal, racconta all’ANSA i momenti vissuti mentre viaggiava con un gruppo di dodici persone verso il monte Kailash. «Abbiamo visto una enorme nube marrone venirci incontro. L’autista ha aperto le porte e siamo scappati a piedi».

Nella fuga Valentina è inciampata e, sotto choc, si è separata dagli altri. Seguendo l’indicazione di un militare si è arrampicata sulla montagna, aiutando anche alcuni bambini. «Se fossi rimasta sulla strada non sarei qui». Fondamentale, racconta, l’aiuto dei nepalesi e della guida Tashi, che insieme al compagno Stefano Lotumolo è tornato più volte a cercarla.

Il ricongiungimento è avvenuto grazie al cellulare prestato da un abitante: «Ho detto solo “Sono viva” ed è partito un urlo liberatorio». Dopo una notte in una casa di pietra con decine di locali, il gruppo è stato evacuato in elicottero. Tutti sono salvi. Ora la coppia attende di rientrare in Italia, dopo aver perso documenti, soldi e bagagli.

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