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Nepal, proseguono le ricerche dei dispersi: l'attesa dei familiari

Continua ad aggravarsi il bilancio delle devastanti alluvioni e frane che hanno colpito l’area di confine tra Nepal e Tibet. Le vittime sono almeno 353, mentre oltre 1.300 persone risultano disperse tra i due versanti della frontiera.

In Nepal mancano ancora all’appello 644 persone, tra cui 517 turisti stranieri e 127 cittadini nepalesi. Sul versante cinese i dispersi sono invece 558, compresi 260 cittadini stranieri. Le squadre di soccorso stanno cercando eventuali superstiti tra fango e detriti, ma le operazioni sono rese difficili dalle strade interrotte e dal rischio di nuove frane. Tra i dispersi figurano cittadini di numerosi paesi, tra cui Australia, India, Regno Unito, Malaysia, Stati Uniti e Corea del Sud. Il governo malese ha fatto sapere che 55 suoi cittadini risultano irreperibili, mentre l’Australia ha segnalato almeno 34 dispersi. 

Resta inoltre il timore di una nuova piena: un accumulo di materiale continua infatti a ostruire il corso del fiume a monte lungo il confine. Le autorità cinesi hanno lanciato l’allarme per un lago di sbarramento naturale formatosi alla confluenza dei fiumi Tsogyal e Purupqiangzangbu, che sta tracimando e potrebbe cedere. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità almeno 10mila famiglie hanno bisogno di aiuti essenziali nell’immediato. 

Nella mattinata del 27 agosto le autorità nepalesi hanno diffuso un aggiornamento sul numero dei dispersi coinvolti nella vasta frana che ha colpito il confine con il Tibet in cui figurano tre italiani, come conferma la Farnesina la cui Unità di crisi sta effettuando verifiche con le autorità locali e con i tour operator.

Uno degli italiani sarebbe il 50enne Marco Ratto, orefice di Rapallo. Era partito da solo per unirsi a un gruppo con cui aveva programmato una serie di escursioni e visite. I familiari hanno informato la Farnesina. La speranza è che l'uomo si trovi in salvo in qualche luogo da cui al momento è impossibile telefonare. Il ministro Antonio Tajani ha anche detto che «è stato disposto l'invio di personale a Kathmandu dall’Ambasciata a New Delhi, per rafforzare la presenza sul posto e l'assistenza ai connazionali».

Gli altri due si chiamano Valentina Piccinini e Stefano Lotumolo, rispettivamente di 30 e 37 anni: sono stati tratti in salvo nelle aree di Timure e Bhote Koshi, nel distretto di Rasuwa.

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