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Rientrati dal Nepal i due turisti bresciani rimasti bloccati: "Abbiamo visto gente sotto al fango"

Occhi stanchi, voglia di normalità e un sospiro di sollievo per essere finalmente a casa. Sono rientrati in Italia Giovanni Fassini e Marco Lombardi, i due escursionisti bresciani rimasti bloccati in Nepal a causa delle violente alluvioni e delle frane che hanno colpito il Paese. "Siamo sani e salvi ed è importante - dicono una volta atterrati all'aeroporto di Orio al Serio - ma il pensiero va alla gente ancora isolata o sotto il fango".

Migliaia di persone per le quali l'incubo non è ancora finito. Per Fassini, commercialista di 42 anni, e Lombardi, pasticcere di 26, il viaggio verso Kathmandu era iniziato da Pokhara. All'improvviso "il fiume è diventato il doppio del normale e metà della sede stradale è finita sotto il fango", è lo scenario descritto dai due bresciani che, prima di riuscire a raggiungere la capitale, sono rimasti bloccati su un autobus mentre acqua, fango e detriti invadevano tutto e crollavano ponti e interi collegamenti diventavano impraticabili.

"Andare avanti o indietro era impossibile - ricordano - A metà strada ci hanno fermato, perché erano al corrente che stava arrivando la piena, che puntualmente dopo pochi minuti è arrivata e ha fatto disastri". Partiti lo scorso 14 agosto era la prima volta che Lombardi e Fassini si recavano in Nepal. "Abbiamo incontrato un popolazione fantastica, quella nepalese, persone che si trovano in una situazione difficilissima da superare: serve l'aiuto di tutti per uscirne", insistono Lombardi e Fassini, i borsoni sulle spalle e il passo svelto di chi non vede l'ora di tornare a casa, dai propri affetti.

Nel paese è ancora piena emergenza. "Questa mattina la Farnesina, che ringraziamo per l'aiuto di questi giorni, ci ha avvertiti di una nuova allerta, ma per fortuna stavamo già rientrando", raccontano prima di lasciare il gate dell'aeroporto, infilarsi in auto e lasciarsi alle spalle questo incubo. 

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