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Scontri a Bologna tra manifestanti e agenti nella piazza per Fakir

Piazza del Nettuno gremita, con l'intervento commosso della nipote di Abderrahim Fakir, Yossra Fakir, per chiedere «non odio» ma «giustizia, verità e dignità» per il 42enne morto domenica pomeriggio al quartiere Pilastro di Bologna durante l'intervento della polizia. Dopo il presidio pacifico, la tensione è salita quando una parte dei manifestanti si è spostata davanti alla Prefettura e alla Questura, intonando slogan contro lo «scudo penale» e gridando «assassini» verso le forze di polizia. Diversi momenti di contatto, calci, manganellate e poi le cariche, col tentativo di disperdere la folla con lacrimogeni e idranti andato avanti fino a tarda sera. In fiamme anche un’auto del Comune.

Durante i disordini, undici persone hanno avuto bisogno delle cure del 118. Sul posto, il personale sanitario ha assistito quattro manifestanti e cinque poliziotti. Un altro agente è stato trasportato all’ospedale Maggiore e un manifestante al Sant’Orsola, entrambi con ferite lievi.

Nel corso delle proteste per la morte di Abderrahim Fakir, i vigili del fuoco sono intervenuti anche in via Monte Grappa, dove un fumogeno ha provocato un incendio in una corte interna.

«Mi ha colpito come la politica nazionale sia rimasta distante da questo caso, con una freddezza che non deve essere delle istituzioni. Sento un grande silenzio. Una politica che di fronte alla tragedia è muta», ha commentato il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, in un'intervista a la Repubblica: «Non si può morire così. Chiunque abbia visto quel video è rimasto scioccato. Io per primo. Ci facciamo molte domande, ma non siamo noi che dobbiamo dare le risposte. Mancano ancora molti elementi e immagini».

«Nel silenzio delle istituzioni mi hanno confortato le rassicurazioni del procuratore Paolo Guido, che sta facendo il massimo. Ha in mano le bodycam indossate dagli agenti, siamo in attesa dell'autopsia», dice ancora il sindaco. «Si sta lavorando per fare piena luce. Qualcosa è comunque sicuramente andato storto. Saremo al fianco della famiglia per appurare cosa».

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