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Attentato contro Sigfrido Ranucci, quattro arresti. Contestato il metodo mafioso

I carabinieri hanno arrestato i presunti esecutori dell'attentato dinamitardo contro Sigfrido Ranucci avvenuto ad ottobre 2025 davanti alla sua abitazione a Pomezia, vicino Roma. Un ordigno rudimentale era esploso davanti al cancello della casa del giornalista, conduttore del programma Rai “Report”, provocando la distruzione delle sue due auto parcheggiate in strada e danneggiando il muro.

Nelle prime ore del 30 giugno, nelle province di Napoli e Avellino, i carabinieri del Comando Provinciale di Roma, insieme con i militari dei Comandi Provinciali competenti, hanno eseguito un'ordinanza di applicazione di misura cautelare personale (3 in carcere e uno agli arresti domiciliari), emessa dal gip di Roma su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 4 persone accusate a vario titolo di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dall'aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso.

Avrebbe agito su specifico mandato di terze persone, allo stato non identificate, come "favore" e dietro compenso economico. I mandanti si sono adoperati per garantire supporto per tutelare i presunti esecutori, fornendo fondi, schede telefoniche dedicate, assistenza legale e pianificando una loro eventuale fuga all'estero.


Gli indagati hanno tentato in più occasioni di ostacolare le indagini effettuando bonifiche per cercare microspie, distruggendo schede sim e concordando linee difensive per dissimulare il loro coinvolgimento. Le indagini proseguono per svelare l'identità dei mandanti.

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