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Scontri a Buenos Aires dopo la sconfitta dell'Argentina ai Mondiali

Scende di guerriglia urbana a Buenos Aires dopo la finale dei Mondiali persa contro la Spagna per 1 a 0. Migliaia di persone si erano date appuntamento davanti all’Obelisco per ringraziare comunque Messi e la nazionale, accolta tra cori, bandiere e lacrime. Con il calare della sera e l’arrivo della pioggia, però, la manifestazione è degenerata. Bottiglie e pietre sono state lanciate contro gli agenti; la polizia - in assetto antisommossa - ha risposto con gas lacrimogeni, proiettili di gomma e cannoni ad acqua. Il bilancio riferito da Clarín e La Nación parla di almeno 15 arresti e diversi poliziotti feriti. In pochi minuti Plaza de la República è stata sgomberata, lasciando sull’asfalto rifiuti e transenne divelte.

I quotidiani argentini raccontano tuttavia un Paese soprattutto orgoglioso della sua squadra. Anche senza la coppa, l’Albiceleste è stata salutata come una formazione capace di restare in piedi fino all’ultimo, mentre le immagini delle lacrime di Messi e del “Dibu” Martínez sono diventate il simbolo della delusione nazionale. In Spagna, invece, la festa è destinata a proseguire. Secondo El País, i campioni saranno ricevuti dalla famiglia reale e dal governo prima della sfilata in autobus per Madrid e dell’abbraccio finale con i tifosi a Cibeles. Le autorità attendono fino a un milione di persone per la seconda vittoria dei Mondiali della Roja

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