Nell’immaginario greco la parola offensiva ha un’efficacia concreta: fa cose nel mondo e tocca drammaticamente le persone. La commedia porta questa logica nelle istituzioni della città. È ciò che Aristofane fa con Cleone ma anche con Socrate ed Euripide. Ma è nel I secolo d.C. che Quintiliano rivendica la satira come il campo della vera originalità romana