VideoFattiAmatrice, ex sindaco: “Abbiamo elaborato lutto collettivo, ognuno ha risposto in tempi diversi”
Dieci anni dopo il sisma del 24 agosto 2016, Amatrice porta ancora i segni profondi della tragedia. Nel centro storico dominano cantieri, polvere e impalcature, mentre la torre civica, sopravvissuta al terremoto che causò 299 vittime nell’Appennino, continua a segnare le 3.36.
Per Sergio Pirozzi, sindaco della città all’epoca del disastro, quella ferita ha coinvolto l’intera popolazione: «Da quel giorno abbiamo elaborato un lutto collettivo, in cui ognuno ha risposto in tempi diversi».
Dopo l’emergenza, oltre mille sfollati furono trasferiti nelle Sae, le abitazioni provvisorie che con il tempo sono diventate veri quartieri. Meno del 20% è riuscito finora a rientrare nella propria casa. Intanto la ricostruzione procede tra difficoltà e ritardi: molti edifici pubblici sono ancora da completare e il nuovo ospedale dovrebbe aprire nel 2027.
La sfida più grande resta però mantenere viva la comunità: poco più di mille persone abitano stabilmente ad Amatrice e ogni anno nascono appena tre o quattro bambini.