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Ex Ilva, De Palma (Fiom): "Jindal? Tema è garantire lavoro e decarbonizzazione"

"Per quanto riguarda la proposta di Jindal per l'Ex Ilva "innanzitutto c'è un piano formale, ovvero che Palazzo Chigi ci aveva detto che stavano lavorando all'ipotesi di un nuovo bando, dato quello che era successo con la Corte d'Appello di Milano. Oggi ci hanno detto che c'è una valutazione in corso relativamente al fatto che c'è un tema di risorse e di tempo. Ora, Jindal siamo alla seconda proposta che avanza, quello che noi vogliamo è un elemento di garanzia. Per noi ci sono due pilastri fondamentali: la decarbonizzazione, che garantisce la salute e la sicurezza, e la garanzia occupazionale per le persone. Poi, che si presenti Jindal o chiunque altro, sono questi i due elementi di garanzia che bisogna dare". Così il segretario generale della Fiom, Michele De Palma, intervenendo al termine del tavolo tecnico al Mimit sull'Ex Ilva. Evidentemente al governo otto ore di sciopero non sono bastate per capire che c'è un'emergenza Ilva nel nostro paese, che sono a rischio ventimila posti di lavoro, che è a rischio la salute e la sicurezza delle persone", ha continuato il segretario della Fiom. "L'incontro di oggi è stato, dal nostro punto di vista, un incontro negativo, perché oggi al tavolo c'erano soltanto rappresentanze tecniche dei ministeri. Noi siamo entrati nel merito delle questioni tecniche, ma le questioni tecniche hanno scelte di carattere politico", ha spiegato il sindacalista."Prima scelta di carattere politico è dare una garanzia di continuità occupazionale e salariale alle persone. Secondo elemento di garanzia è l'elemento della decarbonizzazione e della garanzia occupazionale. Terzo elemento di garanzia è il fatto che il bando nuovo doveva essere realizzato: ad oggi noi non sappiamo se ci sarà lo stesso bando o se ce ne saranno di nuovi. Noi avevamo una società di DRI che rischia di non avere più le risorse", ha specificato DE PALMA, e di conseguenza, essendo stato l'incontro di oggi "negativo", ha ribadito, i sindacati hanno chiesto "la riconvocazione a Palazzo Chigi, perchè è necessario che lì si affrontino le questioni e si trovino le soluzioni"."Per quanto riguarda la proposta di Jindal per l'Ex Ilva "innanzitutto c'è un piano formale, ovvero che Palazzo Chigi ci aveva detto che stavano lavorando all'ipotesi di un nuovo bando, dato quello che era successo con la Corte d'Appello di Milano. Oggi ci hanno detto che c'è una valutazione in corso relativamente al fatto che c'è un tema di risorse e di tempo. Ora, Jindal siamo alla seconda proposta che avanza, quello che noi vogliamo è un elemento di garanzia. Per noi ci sono due pilastri fondamentali: la decarbonizzazione, che garantisce la salute e la sicurezza, e la garanzia occupazionale per le persone. Poi, che si presenti Jindal o chiunque altro, sono questi i due elementi di garanzia che bisogna dare". Così il segretario generale della Fiom, Michele De Palma, intervenendo al termine del tavolo tecnico al Mimit sull'Ex Ilva. Evidentemente al governo otto ore di sciopero non sono bastate per capire che c'è un'emergenza Ilva nel nostro paese, che sono a rischio ventimila posti di lavoro, che è a rischio la salute e la sicurezza delle persone", ha continuato il segretario della Fiom. "L'incontro di oggi è stato, dal nostro punto di vista, un incontro negativo, perché oggi al tavolo c'erano soltanto rappresentanze tecniche dei ministeri. Noi siamo entrati nel merito delle questioni tecniche, ma le questioni tecniche hanno scelte di carattere politico", ha spiegato il sindacalista."Prima scelta di carattere politico è dare una garanzia di continuità occupazionale e salariale alle persone. Secondo elemento di garanzia è l'elemento della decarbonizzazione e della garanzia occupazionale. Terzo elemento di garanzia è il fatto che il bando nuovo doveva essere realizzato: ad oggi noi non sappiamo se ci sarà lo stesso bando o se ce ne saranno di nuovi. Noi avevamo una società di DRI che rischia di non avere più le risorse", ha specificato DE PALMA, e di conseguenza, essendo stato l'incontro di oggi "negativo", ha ribadito, i sindacati hanno chiesto "la riconvocazione a Palazzo Chigi, perchè è necessario che lì si affrontino le questioni e si trovino le soluzioni".

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