VideoItaliaDelmastro, negato l'uso delle chat: le proteste di Avs e M5s
È "una barbarie impedire le indagini sulla mafia". A prendere la parola alla Camera è Elisabetta Piccolotti di Alleanza Verdi e Sinistra, durante il voto sul caso Delmastro, arrivato in aula dopo il braccio di ferro sull'accessibilità negata alle chat inviate dai pm per i componenti della giunta per le autorizzazioni. Durante l'intervento di Piccolotti, i suoi colleghi di Avs hanno inscenato una protesta con occhi bendati (a significare che gli alleati governo vorrebbero occultare la verità agli italiani).
Matteo Richetti ha criticato la posizione della maggioranza, ma al contempo ha smentito le ricostruzioni secondo le quali Azione, non partecipando al voto in giunta del regolamento, ha dato una mano al centrodestra su Delmastro: "Baggianate".
Il clima si è scaldato, dall'intervento di Giuseppe Conte in poi. Il leader del M5s è protagonista di un botta e risposta in aula con la presidente di turno Anna Ascani. Conte ha segnalato la totale assenza di esponenti del governo nei banchi dell'esecutivo, Ascani gli ha ricordato che trattandosi di una deliberazione interna alla Camera, "non è previsto che i banchi del governo siano occupati".
Il pentastellato ha poi accusato la maggioranza di aver "macchiato con disonore le istituzioni, lo scudo vi appartiene per mentalità". Parole a cui hanno fatto seguito la protesta contemporanea, a Montecitorio e a Palazzo Madama, dei parlamentari del Movimento che hanno sollevato gli smartphone dietro lo slogan #fuorilechat.
La leghista Laura Cavandoli ha cercato di spiegare il no alla livello tecnico: nella richiesta della procura "c'è una grave carenza motivazionale". Mentre la segretaria del Pd, Elly Schlein ha aggiunto: "Non vogliamo mai più sentire nominare Paolo Borsellino", e ha chiamato in causa direttamente Giorgia Meloni: "Ha detto che non avrebbe più coperto nessuno, perché sta facendo il contrario?".
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