VideoItaliaLandini: “Fidanza ha preso colpo di sole, la Cgil non si gira mai dall'altra parte”
"Stanno costruendo una notizia sul nulla, sulle bugie pure. Sinceramente stanno costruendo una notizia sul nulla, pure su delle bugie. La delegazione molto folta della Cgil, che era seduta proprio dietro alle prime file, non si è girata da nessuna parte". Così il segretario dela Cgil Maurizio Landini, a margine della cerimonia per ricordare i minatori morti a Marcinelle, 70 anni fa.
"Anche perché, forse non lo sanno - ha aggiunto Landini - ma la Cgil non si gira mai dall'altra parte. Guarda sempre le cose per quello che sono". Il segretario si è poi detto stupito dal fatto che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, "con tutti i problemi che gli italiani oggi hanno, trovi il tempo di commentare delle bugie". Oggi, ha concluso, "la gente ha bisogno di non morire sul lavoro, di non essere precaria, di aumentare il proprio stipendio, di veder funzionare la sanità".
Il presunto gesto di alcuni rappresentanti è stato rivendicato dal sindacato belga Fgtb: «Siamo contro la presenza di partiti fascisti e per questo ci siamo girati. Fratelli d’Italia è un partito di estrema destra e loro partecipazione non è bella, soprattutto in un luogo importante per l’immigrazione italiana», ha detto all’Ansa Vincent Pestieau, segretario regionale di Fgtb a Charleroi.
Immediata è stata la reazione della premier Giorgia Meloni, che sui social ha parlato di un gesto «grave e vergognoso: una contestazione politica si è trasformata in un gesto di disprezzo verso le istituzioni dello Stato. Marcinelle non è il luogo delle divisioni politiche ma della memoria, del rispetto e della dignità del lavoro», ha scritto la leader di Fratelli d’Italia.
In mattinata, il presidente della Repubblica aveva inviato una nota per ricordare il disastro di Marcinelle dell'8 agosto 1956. «Siamo invitati a riflettere sul prezzo umano che venne pagato e ad agire perché simili sciagure non abbiano a ripetersi e la gestione dei flussi migratori obbedisca a criteri di rispetto della dignità delle persone». Inizia così la lettera. Parole che assumono un tono diverso dopo i fatti di Ceuta e lo scontro tra Italia e Spagna sulla chiusura di Schengen.
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