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Il Papa: "In Libano obbligo morale di proteggere la popolazione civile"

Dopo l’appello per arginare il «delirio di onnipotenza» in questi tempi di guerra, papa Leone XIV – intervenuto nella tarda mattinata di domenica 12 aprile al termine della preghiera mariana del Regina Caeli, che nel tempo di Pasqua sostituisce l'Angelus – ha ricordato che il mondo «ha tanto bisogno di pace». Per questo il pontefice ha espresso una «intensa preghiera per quanti soffrono a causa della guerra», ricordando «in modo particolare il caro popolo ucraino» e ha aggiunto che «questo ci impegna più che mai ad essere assidui e fedeli al nostro incontro eucaristico con il Risorto».

Alla vigilia del viaggio apostolico che in dieci giorni lo porterà in quattro paesi africani - Algeria, Camerun, Angola e Guinea equatoriale -, il pontefice ha ricordato «che mercoledì prossimo si compiono tre anni dall'inizio del sanguinoso conflitto in Sudan», soffermandosi su «quanto soffre il popolo sudanese vittima innocente di questo dramma disumano». Si moltiplicano gli appelli di papa Prevost «alle parti belligeranti affinché facciano tacere le armi e inizino senza precondizioni un sincero dialogo volto a fermare quanto prima questa guerra fratricida».

In questo momento di trattative, ha avvertito papa Leone, «non venga meno l'attenzione della comunità internazionale verso il dramma di questa guerra, anche all'amato popolo libanese. Sono più che mai vicino in questi giorni di dolore, di paura e di invincibile speranza».

Il «principio di umanità», ha continuato il pontefice, «inscritto nella coscienza di ogni persona e riconosciuto nelle leggi internazionali comporta l'obbligo morale di proteggere la popolazione civile dagli atroci effetti della guerra». 

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